L'Opposizione boccia Brignolo:«Propaganda, errori e niente lavoro»
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L'Opposizione boccia Brignolo:
«Propaganda, errori e niente lavoro»

Un’opposizione più agguerrita che mai ha incontrato i giornalisti per fare il bilancio sull’operato dell’amministrazione Brignolo nel 2015 e, stando alle dichiarazioni dei consiglieri Maurizio Lattanzio, Angela Quaglia, Gianfranco Imerito, Fabrizio Imerito e Marcello Coppo, il giudizio è quasi del tutto negativo. Al sindaco Brignolo si contesta di non aver fatto granché per risollevare le sorti economiche della città…

Un’opposizione più agguerrita che mai ha incontrato i giornalisti per fare il bilancio sull’operato dell’amministrazione Brignolo nel 2015 e, stando alle dichiarazioni dei consiglieri Maurizio Lattanzio, Angela Quaglia, Gianfranco Imerito, Fabrizio Imerito e Marcello Coppo, il giudizio è del tutto negativo. Al sindaco Brignolo si contesta di non aver fatto granché per risollevare le sorti economiche della città, addirittura di aver propagandato vittorie infondate, come quella sul blocco della grande distribuzione, «quando sa bene di aver aggiunto al Piano commerciale gli insediamenti A3 nei quali si possono costruire fino a 6.000 mq di vendita» precisa Fabrizio Imerito (Forza Italia) che critica anche l’affidamento all’Asp del teleriscaldamento: «Qui si è creato un equivoco perché Brignolo non l’ha concesso all’Asp – spiega – ma ad una nuova società di cui l’Asp, se va bene, avrà in mano il 10% delle azioni e quindi il Comune il 5%. Il metodo adottato è sbagliato nel merito, perché prima si doveva coinvolgere la città e i soggetti che avrebbero potuto partecipare ad una gara pubblica. Anche per questo sarà un flop micidiale».

«C’è una crisi nella maggioranza»
Secondo Gianfranco Imerito (Lista Civica) Brignolo è anche al centro di una grave crisi politica. «Oggi la maggioranza è molto precaria perché sono rimasti in 17 da 21 che erano – commenta – Con l’ultima defezione, quella di Aceto, si è creata una voragine politica nel PD. E non dimentichiamoci dell’affaire Provincia, dove Brignolo è decaduto, l’affaire CrAsti, altra incompatibilità, l’affaire Scassa, conclusosi negativamente… e sì che è stato proprio questo sindaco a volere un assessorato alla trasparenza». Imerito contesta poi diverse decisioni della maggioranza definendole inutili, «come le pratiche sull’immigrazione e sulle unioni civili, del tutto superflue perché mancano la leggi, mentre i problemi di Asti sono ben altri». Maurizio Lattanzio (Lista Civica) è noto per non aver risparmiato durissimi attacchi sulle scelte politiche (o, come sostiene lui, «sulle mancate scelte») operate da Brignolo. In questo caso non gli risparmia frecciatine sulla recente nomina del neo presidente dell’Asp. «Niente contro la persona, ma i metodi sono inaccettabili se teniamo conto della richiesta di analizzare i curricula fatta da diversi gruppi consiliari. Il sindaco è stato del tutto indifferente alle proposte, e si è infischiato dei pareri espressi, nominando Giovanna Beccuti, come ampiamente previsto, con un atto di arroganza amministrativa inaccettabile».

«Nuovo lavoro non si è visto»
Ugualmente negativo il bilancio stilato dal consigliere Angela Quaglia (Forza Italia) che già in passato, dai banchi della minoranza, aveva appellato Brignolo col soprannome di “Pinocchio”, commenta: «Il sindaco aveva iniziato il suo mandato con lo slogan: prima di tutto il lavoro. Credo che questo lavoro non sia mai arrivato, molti negozi hanno chiuso e nessuna nuova azienda è stata aperta. Sono però rimasti tanti contenitori vuoti e l’ospedale ha perso, o sta perdendo, delle eccellenze. In compenso la precedente amministrazione aveva lasciato 15 milioni di euro del PISU che, diciamo la verità, in alcuni casi sono stati sprecati, come nel costruire gli archi nel quartiere di corso Alba. Ci risulta, inoltre, che circa 600.000 euro siano stati anche restituiti». Quaglia contesta a Brignolo «di non aver voluto riconoscere il buon lavoro fatto da chi l’ha preceduto», ma anche di essersi incaponito su alcuni progetti fallimentari, «come i parcheggi scambiatori ai margini della città dei quali usufruiscono 1,9 utenti al giorno», di non aver realizzato nuovi parcheggi, o di aver affidato all’Asp gli interventi sull’illuminazione pubblica «partendo dal centro città, dove ci sono molte zone già dotate di led e luci a sufficienza ignorando, però, le frazioni, dove le lampade sono obsolete e ormai fuori commercio».

La questione dei nomadi
Infine Marcello Coppo (Fratelli d’Italia) attacca il sindaco su più temi, alcuni dei quali sono stati oggetto di sue interpellanze. «Le frazioni sono dimenticate, – spiega Coppo – la questione nomadi continua ad essere gestita con risultati dubbi, vedasi il costo dell’acqua, che si sarebbe potuto abbassare da 137.000 euro a 14.000 euro con un semplice intervento sulle pompe idriche, cui si aggiunge il mancato rispetto del regolamento senza che nessuno sia mai stato allontanato. Asti ha un tasso di rapine e furti molto alto e non ci vengano a parlare di sicurezza percepita: qui, l’idea del sindaco, è stata fare l’app per i telefonini. Sulle strade la prostituzione è sotto gli occhi di tutti, il decoro urbano è una tragedia e, per quanto riguarda le pedonalizzazioni, sono state concepite male, a cominciare da quella di via Quintino Sella. La Ztl dovrebbe essere rimodulata a ore, magari il sabato pomeriggio e la domenica, ma non durante la settimana». Per i consiglieri di minoranza, che dicono di parlare anche a nome dei colleghi Piero Ferrero e Mario Vespa, il vento della campagna elettorale si è alzato con l’inizio del nuovo anno. Ancora bocche cucite e nessun commento sul candidato sindaco che potrebbe rappresentarli, né sull’eventuale passaggio dalle primarie. Per tutti, però, un dato è certo: «Asti deve voltare in fretta pagina perché troppi errori sono stati fatti da questa amministrazione e i risultati sono evidenti».

Riccardo Santagati

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