Referendum di Civati, ad Astiraccolte oltre 10mila firme
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Referendum di Civati, ad Asti
raccolte oltre 10mila firme

L'obiettivo non è stato raggiunto, ma per i simpatizzanti astigiani di "Possibile", la nuova realtà creata da Pippo Civati, l'esperienza è servita per riportare la politica nelle

L'obiettivo non è stato raggiunto, ma per i simpatizzanti astigiani di "Possibile", la nuova realtà creata da Pippo Civati, l'esperienza è servita per riportare la politica nelle piazze, contarsi e dimostrare, ad avversari e futuri alleati, il peso della nuova compagine alternativa, soprattutto, al Partito Democratico. Lunedì, durante una conferenza stampa, i vertici locali di "Asti Possibile" hanno ufficializzato i dati della raccolta firme per gli otto referendum che avrebbero riguardato la nuova legge elettorale, il Jobs Act, la Buona Scuola, le trivellazioni in mare e le grandi opere.

«Servivano 500.000 firme e ne sono state raccolte oltre 300.000 – spiega Luca Bortot, portavoce del comitato "Asti Possibile" – Se avessimo avuto più tempo e più copertura da parte dei media nazionali forse saremmo riusciti a raggiungere l'obiettivo. Nell'Astigiano abbiamo registrato una media di 1.300 firme per ogni quesito, per un totale di oltre 10.000 firme». Un dato che i proponenti tengono da conto e dal quale intendono partire per avviare un nuova fase politica tra la gente, condividendo un percorso di Sinistra alternativo al PD perché, ha commentato Carlo Ventura, «la deriva di Destra del PD è ormai irreversibile, vedasi l'ultima esperienza con Verdini».

Che si tratti di un risultato importante in termini numerici l'ha spiegato Luigi Sposato: «Abbiamo fatto, in termini proporzionali, il miglior risultato del Piemonte e ci siamo riusciti da soli, senza l'aiuto o il sostegno di altri partiti o movimenti politici» Per il consigliere comunale Clemente Elis Aceto il cambiamento è stato anche quello di «condividere con i cittadini temi importanti che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni. Quindi non posso che ringraziare tutti i firmatari, i colleghi consiglieri che ci hanno aiutato ad autenticare le firme, e chi ha collaborato con noi, a tutti i livelli, durante questa esperienza. Tutto ci servirà per creare un soggetto politico capace, dinamico ed entusiasta».

Il nodo della presidenza Asp
A margine della conferenza stampa sui quesiti referendari il consigliere Aceto, l'unico in Consiglio comunale fuoriuscito dal PD, ha risposto a due domande di scottante attualità. La prima riguarda la nomina della presidenza dell'Asp nella quale sembra essere scontata la conferma di Giovanna Beccuti, attuale segretario provinciale del PD. «Se venisse confermata alla presidenza dell'Asp è possibile che io lasci la maggioranza in Consiglio» ha tagliato corto Aceto evidenziando come sarebbe un grave precedente che la nomina avvenisse in seno al CdA senza tenere conto delle indicazioni del Consiglio comunale. La risposta di Giovanna Beccuti non si è fatta attendere (vedi a pag. 7) Sulle dimissioni di Brignolo dal CdA della Cassa il consigliere ha replicato: «Fin dall'inizio dissi che la commistione tra politica ed economica non sempre porta a buoni frutti, anzi, quasi mai. Lo dissi nelle sedi opportune che non era il caso di avere un sindaco in banca ma, proprio in quelle sedi, mi ritrovai da solo». Una frecciatina diretta, probabilmente, ai suoi ex colleghi del PD che, salvo rare eccezioni (come lo stesso Sposato o l'ex segretario provinciale Francesca Ferraris) non trovarono da ridire circa la decisione del sindaco di entrare nel CdA della banca.

Riccardo Santagati

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