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Rabbia in Valbormida esclusa dai vertici in Provincia
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Rabbia in Valbormida esclusa dai vertici in Provincia

«Una vergogna». Non usano mezzi termini i sindaci della Valle Bormida all'indomani della pubblicazione dell'unica lista di dieci candidati che di fatto andrà a comporre il nuovo consiglio

«Una vergogna». Non usano mezzi termini i sindaci della Valle Bormida all'indomani della pubblicazione dell'unica lista di dieci candidati che di fatto andrà a comporre il nuovo consiglio provinciale ( con Fabrizio Brignolo presidente) e che lascia scoperta la Valle Bormida. La Langa astigiana non avrà infatti un suo consigliere in seno al nuovo ente di secondo livello e in questa parte del territorio fiocca la polemica. Non da parte di tutti per la verità, in questo l'ex-comunità montana sembra spaccata. Da una parte la maggioranza dei comuni, 11 su 16, che di buon grado hanno deciso di fare un passo indietro ed evitare di costituire una seconda lista di candidati.

Dall'altra i sindaci di cinque comuni della Valle per nulla soddisfatti della mancata rappresentatività. «Siamo seriamente preoccupati -? chiosa Fabio Vergellato sindaco di Roccaverano -? senza un rappresentante in Provincia mi chiedo come potremo far sentire la nostra voce. Il nostro territorio vive difficoltà croniche come la viabilità, il trasporto pubblico e il dissesto idrogeologico. Spero non si dimentichino di noi quando arriveranno le prime nevicate». Anche a Bubbio il primo cittadino, Stefano Reggio, si dice sconcertato per il posto sfumato in consiglio: «La Valle Bormida è una realtà unica, diversa dal resto dell'Astigiano. Prima in Provincia c'era Palmina Penna che portava le nostre istanze. Adesso chi lo farà?».

A questa domanda risponde il sindaco Marco Gabusi di Canelli: «E' chiaro che come centro di riferimento per la Valle, Canelli rappresenterà anche quella fetta di territorio, che non è stata dimenticata. E' stato chiesto un atto di responsabilità e buona parte dei sindaci ha accolto questo appello. Va detto che a uno dei primi cittadini della Valle andrà la presidenza della commissione Lavori Pubblici. In questo modo saranno ripagati per il loro sacrificio». Ambrogio Spiota sindaco di Monastero Bormida aggiunge: «Ovviamente siamo dispiaciuti di non avere un consigliere. Purtroppo non c'erano posti per tutti e ci è stato chiesto un atto di responsabilità. Ora siamo nelle mani di Canelli. Noi siamo stati corretti, spero vengano mantenute le promesse fatte». Anche Paolo Milano, sindaco di Sessame e coordinatore provinciale di Forza Italia difende l'unica lista: «Purtroppo anche se si fosse costituita una seconda lista va considerata l'efficacia del voto ponderato che premia i comuni più grandi. La Valle Bormida, con i suoi piccoli centri, avrebbe comunque incontrato difficoltà nell' eleggere un consigliere» e ribadisce: «Siamo stati responsabili impedendo una guerra tra poveri ma ora ci spetta un posto di rilievo all'interno dell'ente. Il resto sono polemiche sterili».

Eppure il fronte del dissenso non si placa, neppure con la prospettiva di una presidenza. Da Rocchetta Palafea il sindaco Giuseppe Gallo commenta: «Sono amareggiato e deluso. Non doveva finire così, un posto in consiglio ci spettava. Mi delude l'idea tradita di dover essere, come comunità montana, compatti e decisi ad ottenere un consigliere. Questo passo indietro non lo capisco». Insomma, la mancata rappresentatività in Provincia sembra pesare e non poco alla Langa. Fabio Vergellato riassume così il pensiero di tutti: «Da sempre siamo un territorio periferico. Ora che non siamo più in Provincia mi chiedo quale sarà il nostro futuro».

Lucia Pignari

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