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Raccolte trenta mascherine Decathlon per l’ospedale, ma per ora non servono

L'Asl rassicura sul fatto che vi è ancora disponibilità di ausili medicali per il respiro

Precisazione dell’Asl dopo un messaggio virale

Nei giorni scorsi un messaggio su alcuni gruppi social cittadini che ha avuto una diffusione virale parlava dell’utilizzo “artigianale” di alcune maschere da snorkeling distribuite da Decathlon come supporto alla respirazione per pazienti positivi al Covid-19. Una notizia che ha portato alla raccolta di una trentina di queste maschere che sono state consegnate al Pronto Soccorso di Asti.

Già utilizzate in Lombardia

L’uso delle maschere di Decathlon per la cura dei pazienti Covid 19 non è una novità. In Lombardia, nei momenti più acuti di emergenza sanitaria era già stato sperimentato il loro utilizzo verificando che, opportunamente collegate ad apparecchiature normalmente in uso per supportare la respirazione, davano effettivamente sollievo in presenza di deficit moderati di respiro.

Ma l’ospedale di Asti attualmente non necessita di queste maschere per curare i pazienti positivi ricoverati e può disporre di attrezzature medicali specifiche come respiratori e caschi per ventilazione.

Fornitura della Regione

«In questi giorni l’Unità di Crisi regionale ha acquisito 600 mascherine che verranno distribuite tra gli ospedali piemontesi così,  oggi,  l’Asl  ha sufficiente disponibilità di queste “maschere reinventate”, ma non mancherà di informare la cittadinanza laddove dovessero necessitarne di altre» scrivono dalla direzione.

Grazie alle donazioni di cittadini ed associazioni, intanto, procede l’implementazione delle capacità di presa in carico, assistenza e cura attraverso acquisizioni di attrezzature sanitarie “istituzionali” per terapia intensiva e sub intensiva. «L’Azienda, in particolar modo in questo momento di grande criticità, è proiettata ad anticipare l’eventuale aggravarsi di situazioni di emergenza per non doverle poi rincorrere» conclude la nota stampa.

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