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Referendum dell’8 e 9 giugno, dalla minoranza un odg per chiedere all’amministrazione comunale di promuovere la partecipazione

I quesiti puntano a migliorare la condizione e le garanzie dei lavoratori e dare più facilmente la cittadinanza

I prossimi 8 e 9 giugno gli italiani saranno chiamati ai seggi per partecipare ai referendum in tema di lavoro e cittadinanza. In vista dell’appuntamento referendario, alcuni consiglieri di minoranza di Asti (Briccarello, Bosia, Miroglio e Malandrone) hanno presentato un ordine del giorno volto a impegnare il sindaco e la giunta comunale nella promozione della partecipazione al voto. L’iniziativa, pur non essendo ancora stata discussa in Consiglio comunale, nel caso fosse approvata mira a garantire che la cittadinanza riceva informazioni complete e imparziali sui quesiti referendari.

Il documento parte dalla premessa che nel corso del 2025 si voterà sui cinque referendum, di cui quattro concernenti il lavoro e uno relativo al tema della cittadinanza. I consiglieri firmatari sottolineano come nel 2024 siano state raccolte oltre 5 milioni di firme a sostegno dei quesiti e ricordano la recente sentenza della Corte costituzionale del 7 febbraio (con decisione presa il 21 gennaio) sull’ammissibilità dei referendum.

Considerando che «la partecipazione democratica e il diritto di voto sono principi fondamentali della Costituzione italiana», e che è dovere delle istituzioni «garantire un’informazione corretta, imparziale e completa sui temi referendari», l’ordine del giorno sollecita l’amministrazione comunale ad adoperarsi attivamente. Viene evidenziato il ruolo di prossimità che i Comuni rappresentano per i cittadini e la centralità dell’amministrazione comunale nel promuovere la partecipazione attiva e nell’assicurare l’accesso alle informazioni sulle modalità di voto.

Per questo la minoranza chiede all’amministrazione di garantire la massima diffusione delle informazioni relative alla data del voto, alle modalità e al contenuto dei quesiti referendari attraverso diversi canali istituzionali, tra cui il sito web istituzionale del Comune, le bacheche informative istituzionali, la newsletter comunale, gli spazi informativi di affissione pubblica, i canali social ufficiali dell’amministrazione comunale e ulteriori canali/strumenti di comunicazione istituzionale a disposizione dell’Ente.

Non solo. Briccarello, Bosia, Miroglio e Malandrone chiedono al sindaco anche di «favorire la partecipazione democratica assicurando la disponibilità gratuita di auditorium, spazi istituzionali e piazze pubbliche per iniziative di informazione promosse sia dal comitato promotore sia da eventuali altri soggetti con posizioni favorevoli o contrarie alla proposta referendaria, garantendo il pluralismo e il rispetto della normativa vigente; collaborare con le associazioni, le istituzioni educative e i media locali per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della partecipazione al voto, promuovendo incontri informativi e dibattiti pubblici; assicurare che tutte le iniziative di informazione siano condotte nel rispetto dei principi di imparzialità e correttezza, garantendo un’informazione chiara e accessibile a tutti i cittadini e le cittadine».

[foto di repertorio]

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