La Nuova Provincia > Attualità > Riecco Galvagno: «Voglio capire
se i soldi pubblici sono ben spesi»
Attualità Asti -

Riecco Galvagno: «Voglio capire
se i soldi pubblici sono ben spesi»

"Sto lavorando per dar vita ad un osservatorio", dice l'ex sindaco di Asti che esclude ogni ricandidatura e aggiunge: "Avrei dovuto essere ancora più duro con certi ambienti economici che condizionano la vita della città". Un riferimento alle recenti nomine della Fondazione Cassa di Risparmio, dove il Comune non ha più rappresentanti nel Consiglio. "Un vero insulto per i cittadini"…

“Non sarò il megafono di proteste rabbiose ma piuttosto il portavoce di proposte costruttive e responsabili”. E’ un Giorgio Galvagno in grande forma quello che ha convocato i giornalisti lunedì mattina al terzo piano di palazzo Civico in piazza San Secondo, nella sala riunioni dei gruppi consiliari. “Queste stanze le avevo destinate io ai partiti d’opposizione quand’ero sindaco ed ora che sono all’opposizione le posso finalmente utilizzare” ricorda in apertura con un filo d’ironia. Dunque dopo un anno sabbatico dalla politica, Galvagno sembra voglia prepotentemente tornare sulla scena guardando al futuro ma portando con sé il bagaglio di esperienza maturato in svariati anni di impegno civico.

“Sono stato per tre volte sindaco – ha detto l’ex primo cittadino – deputato quando ancora c’erano le preferenze e gli onorevoli li votavano i cittadini e non erano nominati dalle sedi dei partiti, ho fatto il consigliere provinciale e sono stato nelle banche. Ora da consigliere comunale della lista civica che porta il mio nome non ho perso la voglia di impegnarmi e dalle ultime amministrative ad oggi ho riflettuto a fondo per calibrare meglio l’azione che d’ora in poi voglio portare avanti. Nella mia ultima esperienza alla guida del Comune avrei dovuto essere ancora più duro con certi ambienti economici che condizionano la vita della città. C’è ad Asti una cerchia di persone che per i propri interessi, anche legittimi, si oppone a qualunque cambiamento. Persone che fanno gli apolitici, ma che si accordano sottobanco con chiunque, non importa se di destra o di sinistra, dia loro affidamento di salvaguardare le loro rendite di posizione”. E qui il riferimento, neanche troppo velato, è anche alle recenti nomine della Fondazione Cassa di Risparmio, poiché, a dire di Galvagno, “il Comune non ha più rappresentanti nel Consiglio, un vero insulto ai cittadini”.

“Mentre nella politica c’è stato un ricambio, esso non è avvenuto in altri contesti astigiani dove c’è un problema di classe dirigente poiché da trent’anni ai vertici degli enti nominati ci sono sempre le stesse persone. Inoltre c’è un problema di rappresentanza: oggi l’unico organo democratico veramente rappresentativo rimasto ai cittadini è il Comune tantopiù dopo che la Provincia è stata abbandonata dall’ex presidente proprio in un momento cruciale, quando bisognava unire le forze e combattere invece di disinteressarsi e dimettersi causando il commissariamento e la marginalizzazione. Ecco perché voglio ripartire dalla gente comune, dalla strada e sto lavorando per dar vita ad un osservatorio, un punto di ascolto, di analisi e proposta per la città. Sarò il difensore degli interessi legittimi dei cittadini non solo per quanto riguarda il Comune ma anche in relazione alla burocrazia statale e alle altre istituzioni locali. Una sorta di sindaco di strada per partecipare alle vicende umane di chi ha problemi”. Nel corso della conferenza stampa Galvagno ha escluso che questo progetto sia propedeutico a una sua ri-candidatura come sindaco alle prossime elezioni amministrative sostenendo piuttosto che si sente in dovere di restituire ad una città che ama quanto ha ricevuto negli anni passati.

L’idea è dunque quella di mobilitare quante più persone possibili per coinvolgerle nell’attività di un osservatorio che approfondisca idee e proposte organizzando forum, dibattiti e tavole rotonde. “Il primo convegno si intitolerà ‘Sono soldi ben spesi?’. Con l’aiuto di un professore universitario analizzeremo le metodiche scientifiche che stanno alla base di investimenti di soldi pubblici per cercare di comprendere se ci sia un effettivo ritorno e un vantaggio per la collettività. Poi faremo la nostra parte sull’analisi del bilancio comunale e sull’attività di tutte quelle istituzioni, dall’ente turismo all’università fino alla Fondazione, e vedremo se sapranno essere trasparenti nel far accedere il nostro osservatorio agli atti che serviranno a far comprendere ai cittadini astigiani come e da chi sono amministrati. Naturalmente faccio appello ai cittadini affinché partecipino attivamente a questa mia nuova iniziativa segnalando i casi di difficoltà, denunciando i disservizi ma anche gli esempi di efficienza”.

Bartolo Gabbio

Articolo precedente
Articolo precedente