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Giorgio Spata raccolta firme
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Rifiuti ad Asti, 200 firme contro la raccolta verticale e per chiedere il ritorno al “porta a porta”

L’ex consigliere comunale Giorgio Spata spiega le criticità del nuovo sistema già attivato a San Fedele, ma anche in altri quartieri periferici

Sono 200 le firme che l’ex consigliere comunale Giorgio Spata (nella foto) ha messo insieme nella petizione con la quale viene chiesto al Comune di fare un passo indietro sulla raccolta verticale dei rifiuti, quella tramite i nuovi cassonetti ad apertura elettronica. La nuova modalità è stata avviata in via sperimentale in alcuni quartieri cittadini, tra cui San Fedele dove Spata ha raccolto la maggior parte delle firme per tornare al vecchio “porta a porta”.

«Sono 200, ma continuano ad aumentare – spiega Spata incontrando i giornalisti davanti al Centro Civico San Fedele – I cittadini che hanno aderito rappresentano nuclei familiari composti da più persone, quindi parliamo di un numero considerevole di residenti. Per tutti è una modalità peggiorativa rispetto al porta a porta perché non funziona. Tanto per cominciare, chi prima non pagava la Tari perché sconosciuto all’Asp anche adesso continua a evaderla tranquillamente. Poi questi cassonetti non sempre si aprono con la chiave elettronica obbligando la gente ad abbandonare i rifiuti per terra. Infatti – continua Spata – passa un operatore dell’Asp che li sistema buttandoli nei contenitori o nel camion della raccolta indifferenziata».

Una modalità che, secondo l’ex consigliere pentastellato, vanificherebbe in larga parte la raccolta dei rifiuti di vetro, plastica, etc. negli stabilimenti di Gaia. «I rifiuti abbandonati per terra finiscono nel cassone del misto – continua – ed è quello che può costare di più al cittadino. Questa situazione rischia di peggiorare il conferimento con aggravio dei costi. Infine anche la disposizione dei cassonetti non va bene perché i camion sono abbastanza grandi e qui a San Fedele i cassonetti sono stati posizionati in zone tali da rappresentare un pericolo».

Con la petizione i firmatari contestano, inoltre, le distanze tra le case e punti di raccolta rispetto alla comodità dei bidoni nelle pertinenze delle abitazioni. «Distanze che vanno a colpire sopratutto gli anziani e le persone con disabilità. Per questo mi rivolgo in particolare all’assessore ai Servizi Sociali per chiedere cosa ne pensa a riguardo».  Tra gli altri aspetti negativi indicati da Spata c’è quello sul decoro «perché ogni giorno abbiamo immondizia lasciata per strada e, con l’arrivo dell’estate, sarà un problema non indifferente». Non va meglio neanche sui costi a carico degli utenti «perché la Tari – ricorda il promotore della petizione – continua a essere cara e la tariffa non si abbassa. Intanto l’Asp sta sostenendo un investimento di circa 6,5 milioni per portare avanti questo progetto. Per questo mi rivolgo al Comune, che detiene il 55% dell’azienda: è davvero migliorativo questo sistema? Cosa succederà quando la raccolta verticale sarà estesa a tutta la città? Le stesse criticità che ci sono a San Fedele, in corso Savona o in corso Alba, avverranno ovunque? Hanno detto che si tratta di un progetto pilota, ma quando finisce la sperimentazione? Quanti mesi occorrono prima che si accorgano che non funziona? Confido che l’amministrazione comunale ascolti i cittadini e agisca di conseguenza».

La raccolta firme resterà aperta ancora per qualche settimana (è possibile aderire rivolgendosi al Centro Civico San Fedele), poi Spata procederà con la consegna delle firme in Comune.

[foto J.R.]

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