Cassonetti in strada: debutto con successo
Attualità
La querelle

Rifiuti: raccolta firme e un secco no di Ambiente Asti sul ritorno ai cassonetti

L’estensione delle isole ecologiche al posto del porta a porta avverrà nel corso di quest’anno

Continua lo scontro tra la lista civica di minoranza Ambiente Asti e l’amministrazione Rasero sul ritorno alla raccolta dei rifiuti nei cassonetti stradali anziché con il porta a porta. Una decisione che l’amministrazione Rasero e i vertici dell’Asp avevano motivato, a novembre, spiegando che la raccolta verticale sarà estesa a tutta la città per plastica e lattine, carta e indifferenziata, mentre resterà il porta a porta per l’umido. Resteranno anche i bidoni del vetro già in funzione oggi, sebbene con nuovi contenitori più facili da usare.

«L’Europa intera sta passando ad un modello circolare di gestione delle risorse – commentano da Ambiente Asti – Questo sviluppo richiede ai sindaci di accelerare, cambiare marcia, migliorando prima di tutto la qualità della raccolta differenziata e promuovendo nuovi stili di vita. Da parte dei cittadini cresce sempre di più la sensibilità verso la filosofia dei “rifiuti zero” e verso la necessità di un cambiamento. Mentre i cittadini imparano a ridurre i rifiuti, evitano l’acqua in bottiglie di plastica e il ricorso a beni usa e getta portando sempre con sé la borsa per la spesa, scelgono prodotti senza imballaggio, ad Asti il sindaco, che dovrebbe essere in prima linea nel crescente movimento “rifiuti zero”, torna alla raccolta con cassonetto stradale che peggiora la qualità della raccolta. Sarà un’inversione di marcia deleteria per il riciclo delle materie recuperabili».

Per tentare di fermare la raccolta verticale è stata anche aperta una raccolta firme su change.org, che ha coinvolto già quasi 600 nuclei familiari in pochi giorni, promossa da Asti Rifiuti 0. «Abbiamo già spiegato tecnicamente il perché ci pare un passo indietro – continuano dalla lista civica – Fare una scelta così onerosa e discutibile dal punto di vista ambientale a pochi mesi dalle elezioni, impegnerebbe la futura amministrazione a scelte probabilmente non condivisibili. Ci aspettiamo di essere ascoltati su questo tema e che le commissioni non siano un pro forma».

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