Momenti di Palio di Asti 201907
Attualità
La querelle

Ripresa del Palio: la minoranza boccia tutta la linea del sindaco Rasero

Volano accuse di improvvisazione e di mettere in difficoltà i Comitati «con i suoi annunci»

È un attacco diretto, dai toni particolarmente accesi, quello mosso dai consiglieri di minoranza contro il sindaco Rasero a proposito del Palio di Asti e di quello che sarà la prossima edizione. Luciano Sutera Sardo, Maria Ferlisi, Giuseppe Dolce, Mario Malandrone, Angela Quaglia, Giorgio Spata, Massimo Cerruti, Mauro Bosia, Davide Giargia, Michele Anselmo e Martina Veneto hanno deciso di prendere una posizione rigorosa e senza mezzi termini per accusare Rasero di «scarsa capacità di programmazione» rispetto alle attese per l’edizione 2021.

«Comprendiamo la pandemia e le incertezze del momento, – commentano dalla minoranza – ma arrivare a giugno senza un progetto, se non annunci, in una materia che dovrebbe essere ben conosciuta dal sindaco, per il suo passato paliofilo, dimostra nuovamente un’improvvisazione che mette seriamente in difficoltà i Comitati Palio».

I consiglieri passano al vaglio tutte le criticità che il sindaco non avrebbe risolto, a cominciare dalle risorse. «Sappiamo bene quanto il Palio incida sui bilanci comunali e, in un anno come questo, la polemica di chi “non ama” la manifestazione sarà facile quando le priorità per molti sono altre. Riteniamo che tali polemiche, seppur comprensibili, debbano però tenere in considerazione l’importante indotto che ruota intorno alla manifestazione che può esser motore di turismo, commercio, aggregazione e, non per ultimo, senso di appartenenza e ripresa culturale della città».

I consiglieri di minoranza davanti al municipio

I consiglieri spiegano che i costi di un Palio si aggirano tra 440 e 480mila euro «a fronte dei quali vengono incassati poco più di 200mila euro. La differenza è quasi esclusivo carico del Comune al netto di marginali contributi di altri Enti». Costi per i quali, stando all’opposizione, l’amministrazione Rasero non avrebbe fatto nulla per renderli più sostenibili: «In 5 anni l’amministrazione, oltre a chiedere contributi ai Comuni partecipanti al Palio, null’altro ha fatto, né in ricerca di finanziamenti, né in promozione, né nel definire l’Ente Palio. Auspichiamo che il sindaco non tiri fuori dal cilindro soluzioni che coinvolgano economicamente i Comitati. Sarebbe il solito modo per dire ai cittadini che il Palio non “è costato”, ma inciderebbe sui bilanci dei Comitati già provati, come dice lo stesso Rasero, dal “calo di iscritti e dall’impossibilità di organizzare eventi”».

Corteo: sì o no?

I consiglieri parlano, poi, di altri aspetti organizzativi che la corsa, fissata il 5 settembre, dovrebbe considerare: «Speriamo che abbia luogo realmente in piazza Alfieri con tribune che sappiamo accogliere spettatori nel rispetto della normativa in vigore a settembre. Non sarebbe accettabile – tuona la minoranza – un altro luogo per la corsa dopo così tanti mesi persi a non organizzarsi». Poi ci sono il corteo storico e gli sbandieratori che danno completezza al Palio.

Ma come prevederli? E il Paliotto? Quali protocolli Covid dovranno essere previsti? Tutte domande che i consiglieri rivolgono al sindaco attendono risposte certe, consapevoli «della capacità del Consiglio del Palio, del Collegio dei Rettori e delle sue commissioni di organizzarsi e di mettere in moto tutte le loro competenze per risolvere i problemi che da qui a settembre ci saranno. Perché crediamo che avverrà proprio questo: su di loro si riverseranno molte scelte che normalmente spetterebbero alla amministrazione organizzante, come già è accaduto negli ultimi 5 anni».

In definitiva il giudizio della minoranza sull’operato di Rasero, rispetto al Palio, è del tutto fallimentare: «Rasero verrà ricordato per questi 5 anni di amministrazione per il sindaco del cambio data del Palio, del Paliotto, della richiesta del contributo alla manifestazione ai Comuni partecipanti, della riduzione dei biglietti venduti. In termini palieschi, possiamo dire che il sindaco Rasero è rimasto fermo al canapo».

Rasero replica: «Il loro è un atteggiamento vomitevole»

«È un atteggiamento vomitevole, di gente che parla a sproposito di questioni di cui non sa nulla. Gente che deve sempre e solo darmi contro perché sono un nemico a livello umano qualsiasi decisione io prenda. Mi fanno davvero pena». Il sindaco Rasero, molto arrabbiato, non si fa mettere in un angolo dalla presa di posizione della minoranza e va alla carica: «Chiedo ai rettori di dire se li sto mettendo in difficoltà o se questi signori stanno dicendo un sacco di sciocchezze. È ovvio che oggi, con i protocolli attuali, non si potrebbe svolgere la sfilata, ma stiamo lavorando su tutto il progetto del Palio per abbassare i costi e far sì che si corra perché, cancellarlo di nuovo, significherebbe affossarlo per sempre».

E ancora: «Stiamo vivendo un anno difficilissimo per gli eventi, – continua Rasero – ma l’opposizione, non tutta per fortuna, sa solo criticare a priori: se investiamo negli eventi non va bene, se non investiamo, non va bene comunque. Continuino pure così: più parlano, più perdono voti. Per me va benissimo».

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