Un passo avanti, che potrebbe essere decisivo, per la sorte dello stabilimento ex Sicer, in località Cavallo Bianco, da 35 anni in avanzato stato di degrado. Il Tribunale di Asti ha fisssato il 13 gennaio 2026 come data in cui comunicherà la base l’asta per l’alienazione dell’immobile e le tempistiche.
Dieci anni fa l’Amco aveva valutato l’immobile 380 mila euro, ma la nuova perizia estimativa, disposta dal Trebunale, tenuto conto delle condizioni peggiorate notevolmente nel corso degli ultimi anni, dovrebbe essere decisamente più bassa. I capannoni sono coperti in lastre fibrocemento, bucate dalla grandine e frantumate in molti punti, fatto che preoccupa non poco gliabitanti della zona per I rischi alla salute da amianto.
L’Arpa ha monitorato la copertura fin dal 2018 accertando che la superficie non è limitata ai 3 mila metri quadrati delle coperture, ma doppia: infatti a fine anni Ottanta, a seguito di una violenta grandinata che aveva danneggiato la copertura questa non venne sostituita, ma ne venne sovrapposta un’altra, sempre in Eternit. Nel 2022 ulteriori più approfondite analisi avevano evidenziato che non sussisterebbero particolari rischi per la
popolazione e all’ambiente.
La Sicer, produttrice di piccoli elettrodomestici (frullatori, ventilatori, lucidatrici, ecc.), dopo aver conosciuto una fase di un notevole sviluppo, favorendo l’occupazione locale, per varie vicende, andò in crisi e nel 1988 trasferì l’attività nella sede di Volpiano, passando in amministrazione controllata. I fabbricati vennero acquistati dall’immobiliare Bellonia di Torino, che intendeva insediarvi attività commerciali, senza successo. Il bene passò poi all’immobiliare Beta, società messa in liquidazione, che non provvide a saldare i debiti e così venne acquisito dall’Agenzia delle Entrate.
Chi acquisterà l’immobile dovrà anche farsi carico delle spesa di bonifica che secondo le stime del Comune potrebbero arrivare a 400 mila euro. Proprio per questo il sindaco Claudio Gavosto non aveva dato seguito alle disposizioni dell’Arpa, dopo l’ultimo sopralluogo del 2023, di emettere un’ordinanza all’ultimo proprietario di bonificare l’area, in quanto se il proprietario non vi avesse provveduto, avrebbe dovuto farsene carico il Comune, che ovviamente non ne aveva le possibilità economiche.