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Rocca d’Arazzo commissariata: quattro incontri dei consiglieri dimissionari con i cittadini

E l’ex sindaco replica: «Non ho mai avuto consiglieri collaborativi, ma solo una squadra di “maestri” con la penna rossa e blu in mano pronti a criticare senza proporre»

Con l’insediamento del commissario prefettizio dottor Agresta e l’avvicinarsi delle nuove elezioni amministrative che dovrebbero tenersi fra metà settembre e metà ottobre, la vita politica di Rocca d’Arazzo si accende dopo la dimissione di otto consiglieri comunali avvenuta dieci giorni fa con conseguente scioglimento del consiglio comunale.

I consiglieri dimissionari, Gianni Avidano, Egidio Fonsati, Mara Masenga, Domenico Massano, Francesco Nobile, Luca Priante, Giuseppe Raineri e Silvano Roggero, hanno organizzato quattro incontri nei prossimi giorni per discutere direttamente con la popolazione le ragioni dell’eclatante gesto.

Gli incontri si terranno al Circolo di San Carlo mercoledì 14 luglio alle 21: alla sede della pro loco di Santa Caterina giovedì sempre alle 21; al circolo Sant’Anna venerdì alle 21 e alla sede Amici Rocca in paese domenica ancora alle 21.

In un lungo comunicato con autointervista hanno spiegato in modo più dettagliato quali sono stati i motivi delle loro dimissioni e i punti di maggior contrasto con l’ex sindaco Marco Maggiora che, hanno confermato, è stato il frutto di una candidatura condivisa e convergente nel  2019.

Le ragioni concrete del disaccordo vengono individuate in questi temi: «Fin dal primo momento abbiamo faticato a convincere il sindaco che il modo migliore per utilizzare un finanziamento per il risparmio energetico era la trasformazione a led dell’illuminazione pubblica che rappresentava il costo più alto in assoluto.

Il ritardo con cui sono stati emessi i verbali di somma urgenza per le frane sulla rete stradale del comune, da cui dipendevano i finanziamenti è stato un argomento di accesa discussione.

La scelta progettuale per il rifacimento della piazza che il sindaco ha fatto in solitudine a fronte di tre alternative proposte dal progettista, senza parlarne in giunta e in Consiglio. Su questo si è riusciti a recuperare solo parzialmente. Alcuni consiglieri hanno fatto una dichiarazione a verbale in fase di approvazione del bilancio 2021 per stigmatizzare quanto accaduto.

Il sindaco ha proposto ad un professionista e a cinque consiglieri che effettuavano un sopralluogo sui dissesti idrogeologici di intervenire con fondi pubblici su un muro di sostegno privato, dimostrando di non conoscere le regole dei lavori pubblici.

Tutti i problemi sollevati con le interrogazioni» si legge nella nota.

E sono state sette quelle presentate, delle quali due private di cui i consiglieri non intendono parlare pubblicamente.

Le altre cinque hanno riguardato l’indennità percepita dal sindaco per l’anno 2021, il progetto del “Paniere delle golosità”, le piantine rampicanti sul muro del cimitero, la correzione della planimetria del cimitero che contiene errori, i tempi di trasferimento delle Poste entro l’anno, i criteri di revisione del piano regolatore generale e di quello cimiteriale da portare indiscussione in consigli. E poi ancora i consiglieri hanno presentato interrogazione sugli accordi stipulati con la società Micso sulla copertura con wifi del territorio di Rocca, sul Gruppo di Coesione Territoriale bacino del Tanaro e ancora sui lavori per la posa di un palo Iliad sul piazzale antistante il cimitero.

La risposta dell’ex sindaco Maggiora

Alla lunga nota dei consiglieri dimissionari risponde l’ex sindaco Marco Maggiora a stretto giro di posta.

«Agli otto Consiglieri dimissionari non posso che rispondere in questo modo. Chi sente il bisogno di dare lunghe e particolareggiate spiegazioni sul suo operato ammette implicitamente un comportamento difficile da comprendere e non privo di errori.

Questo stanno facendo gli 8 Consiglieri comunali dimissionari, che hanno “regalato” a Rocca ed ai suoi abitanti l’umiliazione di un Commissariamento.

Si può aggiungere che queste “spiegazioni” sono elaborate in modo da far ricadere ogni colpa su altri e presentarsi come cittadini responsabili che hanno dovuto ricorrere a rimedi estremi per salvare il salvabile.

Quei cittadini, però non avevano a che fare con un avversario,  ma con la stessa persona a cui erano venuti a proporre di candidarsi come sindaco nella loro lista alle scorse elezioni.

A questo proposito nelle loro “spiegazioni” si legge che, nelle scorse consultazioni elettorali, si era arrivati ad una lista unica per non “spaccare il paese”, come se il confronto democratico possa costituire un danno per qualcuno. Una motivazione del genere può invece generare il dubbio, perlomeno legittimo, di aver voluto garantirsi la certezza di entrare in Consiglio senza rischiare una bocciatura non improbabile (ricordo che la lista unica ha totalizzato ben 139 astensioni, ovvero voti non a favore).

In questi due anni dal Consiglio non è mai venuta un’idea di visione, un progetto che immaginasse un futuro per il paese, ma solo critiche su tutto, spesso pretestuose e pedanti.

Non ho mai preteso di essere nato Sindaco, ma ho alle spalle una vita di lavoro (anche con incarichi delicati), che testimonia la mia correttezza, attenzione e serietà nell’agire.

Non ho avuto collaborazione in Comune, ma una squadra di “maestri” con la matita rossa e blu pronta a correggere. Perchè criticare è molto più facile che fare.

Credo comunque che, più dei comizi per spiegare l’incapacità di concertare e mediare espressa da 8 persone, sarà il prossimo voto dei rocchesi a dare il giudizio definitivo su questa vicenda e la pessima figura che le dimissioni hanno fatto fare al paese».

 

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