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Il caso

Roghi al campo rom: Rasero ripercorre la vicenda giudiziaria, poi archiviata, dopo la querela del M5S

Il sindaco, rivolgendosi ai consiglieri comunali, ha detto: «Non sarei in grado di farvi del male come qualcuno ha cercato di fare a me»

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale si è parlato anche delle note vicende del campo rom. Rasero ha ripercorso la questione dei roghi in via Guerra e di ciò che ha significato, per lui, dal punto di vista legale. In particolare si è soffermato sull’aspetto giudiziario che l’ha riguardato dopo essere stato querelato dagli ex consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

«Il 28 marzo 2019 partono le indagini che portano poi a una richiesta di archiviazione il 15 luglio 2019 – ricorda Rasero – Poi, a fronte della richiesta di archiviazione i querelanti, tramite il loro avvocato, presentano opposizione con un atto depositato il 6 settembre 2019. A seguito di quest’ultimo viene celebrata l’udienza davanti al gip che ordina al pm di svolgere ulteriori indagini. Arriviamo all’ordinanza di compimento delle nuove indagini, nel marzo 2021, quando il pm dispone gli approfondimenti richiesti. In sostanza – spiega il sindaco – il magistrato dice che sulla problematica ci stavamo comportando meglio che in altre realtà. Il 1^ luglio i carabinieri fanno la loro relazione e il pm, il 30 agosto 2021, chiede nuovamente l’archiviazione. Ma i querelanti non sono ancora contenti e si oppongono l’8 ottobre 2021. Anche qui – continua Rasero – c’è tutta la trafila per arrivare, poi, all’ordinanza di archiviazione del 15 giugno 2022. Sono rimasto praticamente tre anni con questa spada di Damocle sulla testa, nell’attendere che la giustizia facesse il suo corso. Penso che non sia stato un bel momento e alcuni consiglieri lo possono anche capire. Ditemi tutto quello che volete, ditemelo in Consiglio, scrivetelo sui giornali, ma io non sarei in grado di farvi del male come qualcuno ha cercato di fare a me. Se arrivassi a quel livello, smetterei di fare politica».

Ma Rasero guarda oltre e ha lanciato una proposta: «Vogliamo ragionare insieme su quali possono essere le soluzioni condivise sapendo che oggi c’è un’urgenza che va oltre a quello che possiamo fare nel medio e lungo termine? Una delle osservazioni che al Tavolo provinciale della Sicurezza è stata detta dai questori in contatto con Torino è “fate tutto, ma non arriviamo a chiudere il campo se non c’è ancora una risposta sociale parallela”. Senza non si può andare da nessuna parte. Ci è sempre stato detto di non fare come Torino dove hanno chiuso un campo, ma dove successivamente quasi tutti gli alloggi liberi sono stati occupati in maniera abusiva».

Rasero ha aggiunto che in questi giorni sono stati convocati due riunioni e presto ce ne sarà un altra sempre per capire quali opzioni mettere sul tavolo.

[foto Billi]

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