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Attualità, Economia

Scuola bilingue Best, classi virtuali per un confronto costante tra insegnanti e alunni

La dirigente Valeria Condorelli racconta com’è cambiata la vita scolastica per i bambini della primaria

Didattica a distanza dalla scuola Best

Valeria Condorelli, dirigente della scuola primaria paritaria bilingue Best di Asti, ci racconta com’è cambiata la vita scolastica dopo i recenti decreti relativi alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per favorire il contenimento del contagio da Covid -19.
Il decreto che ha previsto la sospensione delle attività didattiche ha esortato le scuole ad attuare modalità di didattica a distanza per tutta la durata dell’interruzione del servizio. Quali provvedimenti ha adottato la BEST per sopperire al problema?
“Noi usufruivamo già di un registro elettronico che, in precedenza, era ad uso esclusivo delle maestre, ma che ora abbiamo aperto anche agli iscritti. Questo primo strumento si presta ad essere utilizzato come piattaforma per caricare file audio, video e compiti per gli alunni che i genitori possono scaricare senza spese ulteriori a loro carico. In questo modo si possono far pervenire agli insegnanti anche i compiti svolti per la correzione. Ci siamo subito accorti, tuttavia, che ciò non era sufficiente. Soprattutto le maestre hanno sollevato l’esigenza di mantenere un confronto costante con gli alunni. Siamo stati tra i primi ad attivare classi virtuali, attraverso lo Zoom Cloud Meetings, per svolgere vere e proprie lezioni. Attraverso questo mezzo, tutti i giorni i bambini si collegano e seguono, in diretta, le lezioni in italiano e in inglese. Le maestre italiana e madrelingua inglese continuano pertanto ad alternarsi, proprio come prima. Anzi, la settimana scorsa, c’è stata una lezione anche di sabato mattina”.

Il coinvolgimento di insegnanti e alunni

Com’è cambiato il vostro impegno?
“Sembra strano ma, in questa prima fase, il lavoro è persino raddoppiato. In pochissimo tempo la scuola ha dovuto riorganizzarsi e trovare un nuovo modo di insegnare diverso da quello utilizzato finora. Devo dire, però, che posso fare affidamento su uno staff entusiasta e appassionato e che anche l’insegnante meno “tecnologico” non si è mai tirato indietro, mettendo sempre al primo posto la volontà di arrivare fino ai bambini, in qualunque modo”.
E qual è stata la risposta delle famiglie e degli alunni?
“La loro risposta ci sta ripagando degli sforzi fatti negli ultimi giorni. Gli alunni sono contenti e anche le famiglie si sono adattate a questa nuova didattica. La partecipazione alla videolezioni è pressoché unanime ed anche i più piccoli sono attenti e svolgono i compiti assegnati con attenzione. Per loro è comunque facile: sono nativi digitali e lo prendono quasi come un gioco, anche se sentono la mancanza del contatto con maestre e compagni”.

L’importanza del contatto umano

Come si immagina la scuola del futuro?
“Se mi sta chiedendo se ci stiamo avviando ad un sempre maggior uso della didattica a distanza, le devo rispondere che non lo so, ma neppure lo auspico, soprattutto per la scuola primaria. Credo che il contatto umano sia ancora fondamentale. Le maestre hanno bisogno di lezioni frontali con i propri alunni e viceversa. Ciononostante è di primaria importanza che la scuola adotti, in questo momento, tutte le strategie possibili per stare vicino agli alunni e per andare avanti con il programma, anche se non sono quelle che sceglierebbe in via preferenziale.
La scuola svolge un servizio pubblico di primaria importanza che non può venir meno per nessuna ragione; deve quindi adoperarsi con ogni mezzo per non sospendere la propria attività e per rimanere un punto di riferimento nella vita dei bambini/ragazzi e delle loro famiglie”.

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