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Attualità

Scuola: c’è l’obbligo di scrivere la temperatura sui diari prima di uscire di casa

Un’ordinanza che però fa discutere mentre i dirigenti e gli insegnanti stanno pensando a come rispettarla fin da primo giorno

Piemonte: il presidente Cirio detta norme più stringenti per la verifica della temperatura degli studenti

In tutto il Piemonte è stato introdotto un nuovo obbligo in vista della riapertura delle scuole, in programma per lunedì prossimo: misurare ogni giorno la temperatura degli studenti e scriverla sul diario, oppure su moduli appositi, o anche registrarla in formato digitale affinché a scuola sia facilmente verificabile. In realtà si tratta di una nuova misura anti-Covid che obbligherà tutte le famiglie con figli in età scolare a rilevare la temperatura degli studenti se questa non sarà “presa” prima dell’ingresso a scuola.

Già il Governo aveva affidato alle famiglie la responsabilità di rilevare la temperatura, ma l’ordinanza firmata mercoledì pomeriggio dal presidente della Regione, Alberto Cirio, introduce per le scuole l’obbligo di verificare che ciò avvenga.

La Regione raccomanda a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso degli studenti, ma qualora l’istituto, «per ragioni oggettive e comprovate, – si legge in una nota stampa – non fosse nelle condizioni di farlo, dovrà prevedere un meccanismo di verifica quotidiana (attraverso un’autocertificazione che potrà essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo) per controllare che la temperatura sia stata effettivamente misurata dalla famiglia. Nel caso in cui uno studente dovesse presentarsi senza tale autocertificazione, la scuola avrà l’obbligo di misurare la febbre per consentirne l’ingresso in classe».

Chi e come si controllerà la temperatura scritta sui diari?

Questo significa che ci sarà una figura adibita a verificare la corretta rilevazione della temperatura e la sua annotazione prima dell’ingresso in classe, probabilmente alla porta o nel cortile, perché ovviamente eventuali alunni con la febbre non potrebbero neanche entrare nell’edificio o sedersi al banco vicino ai compagni. In alcuni casi si è proposto di far entrare gli alunni in classe e solo lì verificare se sul diario, nella pagina del giorno in questione, sia segnata la temperatura. In caso contrario l’alunno verrebbe allontanato in una zona “sicura” per la rilevazione della febbre che, se sotto i limiti di guardia, non desterebbe alcun problema. Se fosse superiore a 37.5° scatterebbero i protocolli di sicurezza, l’isolamento e la telefonata ai genitori per farlo uscire dall’istituto.

C’è anche chi dice che si tratti di una sciocchezza perché le famiglie potrebbero anche scrivere una temperatura fasulla, prendendosene la responsabilità, e non ci sarebbe bisogno di un doppio controllo. Insomma, un obbligo in più che sta facendo discutere. L’ordinanza di Cirio non è stata accolta con favore dall’Ufficio Scolastico Regionale e dai sindacati che hanno chiesto al governatore di ripensarci. Richieste rimandate al mittente in una nota stampa diffusa ieri pomeriggio: “In un Paese normale – evidenzia Cirio – la temperatura la rileverebbe la scuola all’ingresso, come stanno facendo da mesi gli uffici pubblici e le aziende”.

Stanziati 500 mila euro per l’acquisto di termoscanner

Il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino sottolineano che «la scelta di dare alle famiglie la responsabilità di misurare la temperatura agli studenti è stata fatta dal Governo, ma il Piemonte ritiene che un elemento così delicato e importante non possa essere lasciato alla sensibilità delle singole famiglie e per questo è stata predisposta questa ordinanza che introduce per le scuole un obbligo di verifica. Perché mandare a scuola un bambino con la febbre mette a rischio lui, gli altri bambini e tutto il personale scolastico. E questo non lo possiamo permettere, perché vogliamo che quando i nostri figli sono a scuola siano in un luogo sicuro».

Per sostenere le scuole nell’acquisto di termometri e termoscanner la Regione Piemonte ha stanziato 500 mila euro.

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, aggiunge che «la scuola in Piemonte riparte in sicurezza e con il supporto di linee guida che la Regione ha condiviso con i medici, i pediatri e con il sistema sanitario territoriale. Un lavoro attento e complesso portato avanti per affrontare insieme i prossimi mesi, in cui la nostra priorità sarà più che mai garantire il controllo e il contenimento del contagio sul nostro territorio, a cominciare dalla sicurezza nelle nostre scuole».

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