Scuola per adulti, una realtà in crescita che non coinvolge solo stranieri
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Scuola per adulti, una realtà in crescita che non coinvolge solo stranieri

«Il CPIA fa parte di un sistema scuola preso a schiaffi da vent'anni, avviato a macchia di leopardo e sottofinanziato, caratterizzato da un organico fortemente in calo a fronte di un costante

«Il CPIA fa parte di un sistema scuola preso a schiaffi da vent'anni, avviato a macchia di leopardo e sottofinanziato, caratterizzato da un organico fortemente in calo a fronte di un costante aumento degli iscritti e a dati che evidenziano quanto sia forte il bisogno formativo nel nostro Paese ma, nonostante questo quadro a tinte fosche, ha saputo tradurre in realtà i bisogni dei cittadini» ha commentato Roberto Urbano della Rete CTP entrando nel merito del convegno "Quale futuro per la scuola degli adulti" promosso dal CPIA di Asti, venerdì pomeriggio, presso la sede di piazza Leonardo da Vinci. Il CPIA (Centro provinciale istruzioni adulti), è l'evoluzione del CTP (Centro Territoriale Permanente), istituito ad Asti nel 1998 e operante in tutta la provincia.

Nell'anno scolastico 2000-2001 nasce il CTP di Canelli, sulla base di una suddivisione territoriale, da allora punto di riferimento per il sud Astigiano. Il CPIA, riconosciuto principalmente come istituto scolastico demandato ai corsi di italiano per stranieri e a percorsi di studio per il conseguimento della licenza media inferiore in età adulta, svolge tantissime altre attività. «Gli stranieri che si rivolgono a noi per imparare o migliorare il loro italiano e gli adulti che vogliono conseguire la licenza media rappresentano appeno un terzo dell'utenza, ma di questo il Ministero sembra non accorgersene» aggiunge ancora Urbano sottolineando, tra gli altri, l'importanza del progetto Polis che, grazie alla collaborazione con gli istituti scolastici superiori, permette agli adulti di conseguire il diploma di media superiore in tre anni e al quale è stato dedicato il workshop rivolto a tutti i dirigenti scolastici provinciali al termine del convegno.

A ciò si aggiungono i corsi modulari di lingue e informatica, i corsi di alfabetizzazione e accoglienza presso la casa circondariale, il progetto "Petrarca", che grazie al Fondo europeo per l'immigrazione ha permesso l'avvio di 20 corsi di italiano per stranieri residenti in altrettanti comuni della provincia, il progetto "Anche le mamme a scuola", con l'obiettivo di scolarizzare le mamme straniere, e il progetto di alfabetizzazione, primo in Piemonte, rivolto ai residenti del campo Rom. Un'importante sfida sarà rappresentata dalla formazione civica e dai corsi di alfabetizzazione specifici per i rifugiati e i richiedenti asilo, sempre più numerosi sul nostro territorio.

Tutto ciò, hanno ricordato in più occasioni i relatori, tra cui il dirigente scolastico Alberto Bianchino, è reso possibile grazie allo sviluppo di una rete territoriale che comprende i comuni della Provincia, i consorzi assistenziali del territorio, le scuole, le agenzie di formazione, le associazioni di volontariato, la Prefettura, lo Sportello Unico per l'immigrazione, gli uffici per l'impiego e le cooperative ai servizi sociali.

Marzia Barosso

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