Cerca
Chiudi questo box di ricerca.
Nutripiatto
Attualità
Scuola

Se l’educazione alimentare passa attraverso il “Nutripiatto”

Sono stati 278 gli alunni delle primarie Rio Crosio e Buonarroti coinvolti nel progetto proposto da Martina Monticone, applicato anche alla paritaria Madre Mazzarello

Sono stati 278 gli alunni delle primarie Rio Crosio e Buonarroti coinvolti nel progetto “Nutripiatto”. Proposto da Martina Monticone – laureata in Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana al Campus Bio Medico di Roma – ha coinvolto anche gli allievi della paritaria Madre Mazzarello.
«L’obiettivo del progetto – spiega il dirigente scolastico del V Circolo, che comprende le scuole Rio Crosio e Buonarroti, Franco Calcagno – era la promozione di un corretto stile di vita, attraverso l’educazione alimentare, nei confronti di bambini e genitori utilizzando, appunto, il metodo “Nutripiatto”. La dottoressa Monticone ha coinvolto gli alunni di dodici classi (prime e quarte) e i rispettivi genitori, presentando un modello di sana alimentazione grazie anche alla consegna, ad ogni bambino, di un piatto che reca disegnate tipologia di cibo e relativa quantità con la porzione più adeguata».
Il progetto ha previsto la somministrazione di questionari prima e dopo gli incontri, svoltisi in classe con i bambini e on line con i genitori.
«Il risultato – continua il dirigente – è stato un miglioramento dello stile alimentare degli alunni con un aumento di consumo di frutta e verdura, maggior introito di acqua, riduzione di cibi processati e della sedentarietà da parte dei bambini».

Il commento del dirigente Calcagno

La proposta è stata inserita nel Piano triennale dell’offerta formativa. «La prevenzione e l’educazione alimentare – conclude Calcagno – sono percorsi tutelanti non solo per la salute biologica, ma per una vita sociale serena e partecipe. I piccoli cittadini di oggi, imparando ad avere un buon rapporto con il cibo e l’alimentazione, saranno futuri cittadini migliori e consapevoli. Ovviamente la comunità educativa non deve limitarsi alla scuola, ma deve abbracciare altre istituzioni, prima fra tutte la famiglia, all’interno della quale maturano abitudini, cultura e attenzioni alimentari durature».

Il progetto di tesi

Il “Nutripiatto” è coinciso con il progetto di tesi di Martina Monticone, premiato nei giorni scorsi con una delle sei borse di studio messe a disposizione dal Progetto culturale della Diocesi.
Nello specifico il progetto è stato apprezzato dalla giuria «sia per l’argomento specifico sia per la struttura generale. Le esperienze realizzate nelle varie realtà scolastiche arricchiscono la ricerca e garantiscono una ricaduta reale sul territorio, contribuendo in maniera importante alla cura e alla tutela delle generazioni più giovani».

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Le principali notizie di Asti e provincia direttamente su WhatsApp. Iscriviti al canale gratuito de La Nuova Provincia cliccando sul seguente link