Al mercato unificato di Asti, in piazza del Palio, le divisioni tra gli ambulanti tornano a farsi sentire riaccendendo il conflitto, mai sopito, neanche dopo il cambio dell’assessore al Commercio e la speranza, per adesso sfumata, di poter riportare i banchi in centro città. Ancora una volta è una dura presa di posizione del presidente nazionale del Goia, Giancarlo Nardozzi, a riportare l’attenzione sul mercato, sul «suo declino» e su quelli che indica essere i presunti responsabili.
«Oggi Fiva e Ana versano lacrime di coccodrillo, ma ieri, quando gli ambulanti, insieme al Goia, protestavano contro l’amministrazione, li deridevano al posto di ascoltarli – commenta Nardozzi – Il declino del mercato di Asti è il risultato diretto delle loro scelte. Da un lato, la Fiva ha voluto assecondare l’amministrazione, fornendole il pretesto per portare avanti questo disastro. Dall’altro, Ana e Fiva hanno accettato i bandi legati alla direttiva Bolkestein, contribuendo ulteriormente alla crisi del settore».
Nardozzi ne ha anche per l’amministrazione comunale e quindi per il nuovo assessore al Commercio con il quale, almeno in un primo momento, sembrava essersi riaperto un minimo di confronto tra le parti. «Ciò che più preoccupa è l’atteggiamento del Comune, – aggiunge il presidente del Goia – che continua a ignorare proposte concrete per salvare il mercato, come la soluzione ad anello in piazza Alfieri. Diciamo chiaramente che, se non si interviene subito, entro il prossimo anno Asti non avrà più un mercato. Ora ci auguriamo che il nuovo assessore Bologna dimostri un reale interesse per la categoria, ascoltando chi lavora sul campo e non chi persegue meri interessi opportunistici».
Parole che hanno provocato la reazione della presidente di Fiva Asti, Raffaela Gigliodoro. «Ad aver rovinato il mercato sono stati il Goia e quelli che oggi ne fanno parte quando, prima che arrivasse Nardozzi, concessero al Comune mezza piazza Alfieri come parcheggio accettando di spostare diversi banchi nell’isola pedonale. Quello fu l’inizio di una spaccatura del mercato, che non ha fatto altro che creare problemi. Ricordo a Nardozzi che il mercato è stato portato in piazza del Palio affinché tutti avessero una sola collocazione e non ci fossero più ambulanti di seria A e di serie B. Nardozzi e il Goia qui ad Asti non dovrebbero proprio esistere e per aiutare il mercato potrebbero iniziare a smettere di darlo per morto o di chiedere l’anello di piazza Alfieri che il Comune ha già detto di non poterci più concedere».
Ma, al di là degli scontri tra le parti, il tempo passa e il mercato unificato attende che il Comune metta in pratica le sue soluzioni, dopo aver confermato che l’ipotesi di spostamento per le vie del centro, lanciata dall’assessore Bologna, non si è rivelata fattibile, specie in tempi rapidi, per questioni logistiche, di traffico e di graduatorie.
Il 15 aprile è prevista una nuova riunione tra gli ambulanti, la commissione mercatale e le organizzazioni di categoria. Il Comune, infatti, dovrà ridisegnare tutti gli stalli dei banchi, stringendo le corsie troppo ampie e dispersive, tenendo anche conto che gli operatori sono diminuiti da luglio ad oggi (Fiva parla di circa quindici licenze in meno), e che eventuali modifiche degli stalli porterebbero gli ambulanti a fare una “riscelta” dei posti, mantenendo l’attuale graduatoria. Proprio questo aspetto pare non entusiasmare tutti gli operatori, alcuni dei quali avrebbero trovato un loro equilibrio tra posto assegnato e clientela.
Per questo gli ambulanti chiederanno all’amministrazione di poter affiancare il professionista che andrà a ridisegnare gli stalli su piazza del Palio. Ma con quali tempistiche? Difficile a dirsi. La prima scadenza utile è quella di maggio quando torneranno le giostre con un luna park ancora più grande di quello allestito per Carnevale. Come saranno collocate le attrazioni? Non è dato saperlo, ma ancora una volta si sacrificheranno i parcheggi blu. L’intenzione del Comune è però quella di predisporre una “mappatura” definitiva degli stalli mercatali che possa andare bene anche per accogliere le giostre due volte l’anno.