Serve più sangue, l'appello dell'Avisai donatori per l'estate
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Serve più sangue, l'appello dell'Avis
ai donatori per l'estate

“Donare in estate è ancora più importante” è il titolo di un appello lanciato da Giorgio Groppo, presidente dell’AVIS piemontese, al fine di invitare tutti quelli che sono in buona salute ad

“Donare in estate è ancora più importante” è il titolo di un appello lanciato da Giorgio Groppo, presidente dell’AVIS piemontese, al fine di invitare tutti quelli che sono in buona salute ad avvicinarsi al dono del sangue. «Nel periodo estivo gli ammalati non vanno in vacanza – dice Groppo – ed aumentano soprattutto gli interventi di pronto soccorso, mentre in città diminuiscono i donatori. L’AVIS, la più grande associazione di volontariato del sangue, è impegnata, insieme al Centro Nazionale Sangue, in una campagna di sensibilizzazione per richiamare l’attenzione di tutti, specialmente dei non donatori, sulle criticità del periodo estivo».

Va ricordato che donare sangue non crea alcun problema al donatore, anzi, rappresenta un’utile occasione per essere sempre e gratuitamente sotto controllo medico, perché il donatore compie un’azione che riveste grande valore umano, ma che soprattutto è un atto sanitario, per il quale è indispensabile la massima cura. Se la necessità di nuovi volontari che rimpiazzino coloro che per motivi di età o di salute non possono più donare è sempre stata una costante, in questi ultimi tempi il problema si è fatto anche più forte, perché sono sempre più numerose le cause che portano i medici dell’AVIS alla sospensione temporanea dalla donazione.

Una di queste cause è il cosiddetto “virus del Nilo”, presente nelle province di Treviso, Venezia, Matera, oltre che in tutte le province del Friuli – Venezia Giulia e della Sardegna: nei paesi europei ed extra europei, il virus si trova in Albania, Algeria, Bosnia, Croazia, Federazione Russa, Grecia, Israele, ecc. (sono una ventina i paesi interessati), mentre negli Stati Uniti e Canada la presenza del virus è endemica. La conseguenza è che il donatore che abbia soggiornato anche per una sola notte nei luoghi indicati (nel periodo dal 1° luglio al 30 novembre 2013), viene sospeso dalla donazione per 28 giorni, in modo da essere certi che non esistano problemi sanitari.

Altra causa che riduce la presenza dei volontari è la maggiore mobilità dei giovani, che oggi si trovano per motivi professionali a doversi spostare frequentemente dalla loro città, perdendo quindi la possibilità di effettuare donazioni a scadenza regolare e programmabile. Infine, ci sono le tentazioni estive, come i frutti di bosco (freschi e surgelati) e i frutti di mare che, se risultano buonissimi al palato, si rivelano però rischiosi, essendo la più frequente causa di epatiti di tipo A. Sommando tutte le cause per cui non si può donare, risulta evidente che mai come oggi è stata fondamentale la necessità di ampliare la base dei volontari del sangue, per poter rispondere sempre, e tempestivamente, alle necessità di chi soffre.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’AVIS provinciale di Asti, presso l’Ospedale “Cardinal Massaia”, telefonando allo 0141-210.410, oppure visitare il sito dell'Avis di Asti, ricordando anche che il modo più semplice di avvicinarsi alla donazione è quello di entrare nell’autoemoteca che sarà presente in piazza Alfieri tutti i venerdì estivi (escluso il 16 agosto); lì i medici dell’AVIS daranno tutte le informazioni e spiegazioni necessarie.

Renato Romagnoli

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