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“Servizio ridotto e più caro”

Critiche dal Co.M.I.S.: “Si torna a investire sui treni, ma la convenzione per il trasporto ferroviario regionale presenta condizioni peggiorative”
Il ritorno alla situazione pre Covid per il trasporto ferroviario regionale, come inutilmente richiesto più volte dal Co.M.I.S. (Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile) e dai pendolari, continua ed essere un’utopia, anche se la presentazione del nuovo treno ETR 521 Rock destinato alle linee regionali piemontesi rappresenta un positivo segnale sul futuro delle linee locali.

«Finalmente – sottolinea il Co.M.I.S. – si ricomincia ad investire nel trasporto su ferro anche sul nostro territorio, settore troppo a lungo trascurato e considerato superfluo: ricordiamo la chiusura di 12 linee avvenuta 10 anni fa, fra le quali la Asti-Chivasso. È ormai necessaria una decisa inversione di tendenza per riportare il servizio a livelli accettabili restituendolo ai territori che ne sono ancora privi ed adeguandolo dove risulta poco attrattivo per gli utenti. Sono infatti presenti linee ferroviarie aperte al traffico ma che non vedono corse nei fine settimana o comunque con un’offerta fortemente ridotta da renderla inutilizzabile, materiale rotabile ormai al limite dell’usura, aree non più provviste di servizio su ferro benché l’infrastruttura sia presente. È un dato di fatto che la ferrovia sia il sistema di trasporto più sicuro e rapido, adatto alle fasce deboli della cittadinanza oltreché rispondente alle linee guida del PNRR in fatto di coesione territoriale».

Il recente contratto sottoscritto tra la Regione Piemonte e Trenitalia per il trasporto ferroviario regionale oltre a non prevedere un ritorno alla situazione pre pandemia, presenta alcune condizioni peggiorative rispetto al precedente e anche le risorse investite appaiono inferiori. «Se paragoniamo – evidenzia il Co.M.I.S. – la convenzione con quella stipulata in altre Regioni, il confronto è impietoso, come peraltro palesato nel recente ricorso al TAR proposto dalla Federconsumatori. Il risultato è che avremo un servizio più oneroso a fronte di un’offerta ridotta. Negli ultimi anni la situazione, a causa della crisi sanitaria ed economica, ha portato certamente alla parziale mutazione delle esigenze degli utenti, tuttavia la sempre più pressante crisi climatica e l’esigenza di fornire alla popolazione servizi di trasporto più economici ed efficaci rispetto all’uso del mezzo privato, che nel bilancio familiare pesa moltissimo, devono stimolare la pubblica amministrazione ad incrementare l’investimento sul trasporto pubblico locale con particolare riguardo al treno ed a quelle tratte ferroviarie ancora presenti sul territorio ma non utilizzate che permetterebbero collegamenti capillari e rapidi con i capoluoghi e i punti nevralgici della rete di trasporto. L’arrivo di nuovi convogli, seppur fondamentale, dev’essere quindi solo un punto di partenza per avvicinare la nostra regione al livello di servizi delle altre e dei paesi europei».

Una delle priorità per il Co.M.I.S. e le associazioni e comitati che da anni si battono per le ferrovie locali permane il ripristino del trasporto ordinario e non solo a scopo turistico della Asti-Chivasso, dopo gli ingenti lavori di riattivazione ad opera della Fondazione FS.

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