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Sharing di monopattini e bici: anche Asti guarda all’attivazione del servizio

Superati i test in piazza Alfieri si lavorerà in estate per realizzare due nuove piste ciclabili

Ad Asti arriveranno 60 monopattini elettrici in condivisione

Se tutto filerà liscio, entro l’estate Asti vedrà nascere una nuova forma di mobilità sostenibile, condivisa e a prezzi vantaggiosi. Venerdì mattina, in piazza Alfieri, il sindaco Maurizio Rasero e gli assessori Mario Bovino e Renato Berzano sono stati visti “sfrecciare” su alcuni monopattini elettrici, tipo quelli già utilizzati in molte grandi città. Perché? Perché anche ad Asti sarà attivata questa soluzione di trasporto urbano e verrà realizzata non chissà quando, ma entro l’estate per essere a pieno regime con la riapertura delle scuole.

Il progetto embrionale è nato prima dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, ma è indubbio che le restrizioni sulla mobilità dettate dal lockdown e quelle che seguiranno hanno accelerato la decisione di passare direttamente alla fase operativa.

Il servizio affidato a una ditta esterna

«Il numero dei passeggeri sugli autobus non potrà più essere quello di prima – spiega l’assessore all’ambiente Berzano – ed è necessario rivedere la mobilità in vista delle scuole. Il monopattino elettrico è un modo di muoversi che piace, può funzionare anche nel centro di Asti e che può essere indirizzato prevalentemente a un’utenza giovane come gli studenti universitari. La nostra idea è quindi di creare un servizio di monopattini elettrici sharing, ma anche di biciclette elettriche e non, per garantire agli astigiani un nuovo modo di muoversi». Il servizio di condivisione dei monopattini, si parla di una sessantina di veicoli con otto stazioni di ricarica e noleggio, non sarà gestito dal Comune, ma dato in appalto a una ditta specializzata.

La stessa incasserà il costo degli abbonamenti e le corse “a consumo”, ma a differenza di molti altri servizi già esistenti, come a Torino, i monopattini dovranno essere presi e posati nelle apposite stazioni di ricarica e non abbandonati per strada lasciando che siano gli addetti, tramite localizzatore gps, a recuperarli, ricaricarli ed effettuare eventuali manutenzioni. Il progetto del Comune non si fermerà ai soli monopattini elettrici perché anche il bike sharing tornerà operativo dopo il triste epilogo del precedente tentativo di farlo funzionare usando una tessera di 10 euro e stazioni di scambio, oggi ridotte a rastrelliere abbandonate a se stesse.

Due nuove piste ciclabili

L’amministrazione comunale vuole strutturare il servizio nel migliore dei modi possibili (tenuto conto dei costi) ed è per questo che predisporrà almeno due nuove piste ciclabili sulle direttrici da corso Torino e piazza I Maggio e dalla stazione all’ospedale Massaia. «Non saranno piste separate dalla carreggiata, – annuncia Berzano – ma l’idea, anche per via dei costi, è di usare segnaletica orizzontale e verticale per garantire vie preferenziali per chi userà questi mezzi di trasporto». Nella bozza del Piano del Traffico in discussione si era già ipotizzato di creare nuove piste ciclabili attraverso la città, tutte collegate tra loro e tutte connesse con il cuore della nuova viabilità: piazza Alfieri. Per realizzarle si ipotizzava di mettere a pagamento un maggior numero di stalli blu in piazza del Palio e usare i proventi per finanziare le nuove infrastrutture.

Il virus ha mandato all’aria quel progetto, già di per sé abbastanza costoso prima della pandemia. Ora si troverà un compromesso, consapevoli che monopattini e bici elettriche, oppure muscolari, saranno sempre più diffusi anche grazie agli incentivi del Governo utili ad acquistarli a prezzi vantaggiosi. Nelle prossime settimane il Comune procederà a redigere il bando per l’assegnazione del servizio. Poi i lavori e per Asti inizierà il primo importante cambiamento della mobilità dai tempi della creazione delle aree ZTM e ZTL e dei varchi video sorvegliati. I cittadini saranno pronti? «Secondo noi sì – conclude Berzano – perché è l’occasione per far partire questo progetto e siamo sicuri che anche gli astigiani sapranno apprezzarlo e sfruttarlo in maniera corretta».

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