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Shopping di domenica e turismo: nell’Astigiano ci sarebbero 35 porti franchi

Asti e altri 35 paesi potrebbero continuare ad avere tutti i negozi aperti. E in Europa? Vince la libertà e nella maggior parte dei Paesi non ci sono limiti

Nessun limite nei Comuni turistici

Anche sulla nostra pagina Facebook fa discutere l’ipotesi di chiudere la maggior parte dei negozi la domenica, come proposto dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Molti i contrari che vedono di cattivo occhio l’iniziativa, altri sono più favorevoli e ci sono persone che commentano avendo esperienza di lavoro nei centri commerciali.

Stando alla proposta di legge più condivisa dalle forze di maggioranza, i Comuni turistici potrebbero restare fuori dalla serrata domenicale. Ma quali sono Comuni i turistici astigiani riconosciuti ai sensi dell’art. 17 della Legge Regionale 14/2016? Per l’anno 2018 (l’elenco è annuale) in provincia di Asti ci sono 35 Comuni turistici, quindi potenzialmente non interessati dalla chiusure: Asti, Agliano, Azzano, Baldichieri, Buttigliera, Canelli, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo Don Bosco, Cisterna, Cocconato, Costigliole, Ferrere, Grazzano Badoglio, Mombaruzzo, Mombercelli, Monastero Bormida, Moncalvo, Montaldo Scarampi, Montechiaro, Montegrosso, Montiglio, Nizza, Olmo Gentile, Piea, Portacomaro, Rocchetta Tanaro, San Damiano, San Martino Alfieri, Settime, Tigliole, Vaglio Serra, Valfenera, Villafranca.

E’ difficile “non essere” turistici

In provincia di Alessandria sono 63 i Comuni turistici e ben 135 nel Cuneese. La Regione chiede requisiti specifici per assegnare il riconoscimento che permette anche l’istituzione della tassa di soggiorno. Ad esempio bisogna aderire all’ATL di competenza, oppure avere un ufficio informazioni turistiche sul territorio comunale (o fuori), o almeno 150 posti letto e almeno 5000 presenze turistiche nell’arco dell’anno.

Basta anche essere un Comune contraddistinto dalla presenza di attrattive storico-culturali e religiose, oppure sede di stabilimenti termali o anche di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali e/o tradizionali, fiere e mercati che interessino almeno 6 mesi dell’anno. Turistici si diventa se attraversati da grandi direttive della rete ciclabile regionale, dai cammini e dai percorsi storici, ma soprattutto per valenza enogastronomica grazie a tipicità locali, presenza di DOC, DOCG, DOP e IGP, enoteche regionali, ristoranti di qualità e molto altro ancora.

In Europa vince la linea della libertà di aprire

A sostegno della chiusura domenicale e festiva dei negozi si sente spesso chiamare in causa la situazione europea che, secondo l’opinione di molti, ha una regolamentazione più stringente di quella italiana. Ma davvero nei Paesi europei è così difficile imbattersi in negozi aperti di domenica? L’istituto Bruno Leoni ha recentemente pubblicato in rete un focus a firma di Alessio Mitra, collaboratore con Econopoly – Il Sole 24 Ore e cofondatore di Neos Magazine, che confronta l’Italia con i Paesi europei.

“In 16 dei 28 Stati membri dell’Unione europea non è presente alcuna limitazione di orario o apertura domenicale. L’Italia appartiene, dunque, al gruppo dei Paesi con una disciplina maggiormente concorrenziale, ma certamente non costituisce un’eccezione nel panorama UE, che ci vede a fianco di Stati quali Danimarca, Finlandia e Svezia. Nelle nazioni che presentano forme di divieto o limitazione sono invece previste numerose eccezioni e deroghe, che generalmente riguardano i negozi di alimentari, panetterie, grande distribuzione, giornalai, stazioni di servizio, stazioni dei treni, aeroporti e musei”.

E ancora: “La panoramica europea dimostra che in nessun Paese considerato, il lavoro domenicale è totalmente proibito, e anche in nazioni come Grecia, Germania e Francia, che presentano maggiori limitazioni, sono presenti numerose eccezioni. Malta, Ungheria, Finlandia e Danimarca hanno introdotto e successivamente abolito le restrizioni sul lavoro domenicale. Il contesto italiano non risulta quindi una situazione isolata nel panorama europeo».

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