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Si festeggiano 60 anni di storia alla Cantina di Vinchio e Vaglio Serra

Sabato e domenica degustazione delle speciali annate della Barbera e un itinerario gastronomico e paesaggistico

Festa dei 60 anni

Dalla degustazione delle speciali annate della Barbera all’itinerario gastronomico e paesaggistico intorno alla cantina. Sono alcune delle proposte allestite dalla Cantina di Vinchio e Vaglio Serra per l’atteso appuntamento del fine settimana, quando si festeggeranno i 60 anni di vita della Viticoltori Associati, con un evento dedicato a tutti gli amanti della Barbera e dei grandi vini piemontesi. Il sabato sarà dedicato alla Barbera d’Asti Docg Superiore Sei Vigne Insynthesis, di cui si potranno degustare le prime sei annate prodotte. «Partendo dall’annata 2001, gli ospiti compiranno un viaggio nel tempo, che consentirà loro di degustare la grande longevità di questo vino». Nell’arco dei due giorni sarà inoltre possibile visitare la cantina e le colline che la circondano, assaporando non solo l’ampia gamma dei vini prodotti ma anche delle specialità culinarie realizzate per l’occasione. Un evento voluto per ribadire il legame che esiste tra la Cantina e l’ambiente circostante. Fin dal 1959, infatti, il suo obiettivo è stato quello di organizzare la produzione vitivinicola locale, garantendo così un futuro alle tante piccole aziende associate e, conseguentemente, al loro territorio. Una finalità perseguita avendo come mission enologica la qualità, confermata nel 2017 dalla prestigiosa rivista Weinwirtschaft, che ha eletto la Cantina di Vinchio e Vaglio Serra la miglior cantina cooperativa italiana. Per la giornata di domenica è invece in programma un suggestivo itinerario enogastronomico e paesaggistico attraverso il percorso naturalistico “I nidi di Vinchio e Vaglio Serra”.

La storia della Cantina

È una storia di crescita, nei numeri e nella qualità dei suoi vini, quella iniziata nel febbraio 1959 per iniziativa di 19 viticoltori, che conferiscono le uve, coltivate nelle zone vocate di Vinchio, Noche e Vaglio Serra. «Negli anni ‘70 la riforma del dividendo, che incentiva il miglioramento delle uve conferite; e negli anni ‘80 la nuova e difficile sfida alla modernità, affrontata puntando sulla qualità», spiegano alla Cantina, di cui è presidente Lorenzo Giordano. Nella nuova filosofia produttiva la vigna diventa elemento centrale; si iniziano a distinguere i vigneti a seconda della qualità delle loro uve, a selezionare il prodotto; e nasce “Vigne vecchie”, la Barbera d’Asti Docg che dal 1987 rappresenta la Cantina di Vinchio e Vaglio nel mondo. Oggi i soci sono 187; 302 gli ettari coltivati a Barbera, oltre 45 mila i quintali di uva. Il 75% della produzione è destinata al mercato italiano; il restante 35% raggiunge Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Scandinavi, Canada, ma anche Giappone, Cina e Corea del Sud, per citare alcuni degli Stati del mercato estero. La Barbera rappresenta il vitigno di riferimento della Cantina, con l’intera piramide qualitativa dal Piemonte Doc Barbera fino al Nizza Docg; ma la produzione comprende Dolcetto, Grignolino, Freisa, Nebbiolo, Bonarda, Brachetto, Ruché e i bianchi, quali Gavi, Arneis, Cortese, Pinot, Chardonnay e Sauvignon. E poi gli spumanti, dal più fresco Castel del Mago a I tre vescovi rosé.

 

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