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Soglio, gruppo whatsapp di cacciatori e residenti per condividere il calendario delle battute al cinghiale

Un tentativo di stemperare le tensioni fra chi abita a ridosso del territorio della Riserva Nicoletta e chi ci va a cacciare

Prove di distensione con la Riserva Nicoletta

Dopo tanti mugugni e malumori dovuti prevalentemente ad una convivenza difficile fra alcuni abitanti di Soglio e la Riserva di caccia Nicoletta che si estende in 7 Comuni, venerdì sera sono stati trovati primi punti di incontro al termine di un confronto con il nuovo presidente della riserva Andrea Barosso organizzato da una delle residenti, Anna Minci, che denunciò in passato il ferimento del suo gatto con uno sparo di carabina.
Ad avvelenare i rapporti con una parte di famiglie che vivono in case affacciate sulla valle interessata dalla riserva, sono stati gli episodi di spari ad animali domestici (prevalentemente gatti, ma anche asini sono cadute vittime) e una sensazione di “assedio” da parte dei cacciatori che, denunciano i residenti, sparano troppo vicino alle case e, di fatto, limitano la libertà di passeggiare da soli o con i propri cani.
Il presidente Barosso ha dapprima spiegato brevemente che la Riserva è una porzione di territorio data in concessione dallo Stato (e dietro consenso dei proprietari dei singoli appezzamenti) entro la quale possono andare a caccia solo i soci o loro invitati. Dietro il pagamento di una quota ovviamente. E già qui è venuta fuori la prima obiezione di carattere più generale: «In questo modo pochi hanno la possibilità di fruire di un’area vasta di proprietà di altri. E la Riserva ci guadagna».

Dissenso fra 8 anni

Alla riunione di Soglio erano presenti numerosi proprietari di terreni ricompresi nella riserva che hanno scoperto di non poter disdire il consenso prestato dai loro nonni o dai precedenti proprietari perché vale il silenzio-assenso al rinnovo. Rinnovo che è avvenuto pochi mesi fa con il cambio del concessionario (e non pochi strascichi legali annessi) e che scadrà nel 2029; i proprietari non potranno ritirare il loro consenso fino al 2028.
Ma il presidente Barosso è stato molto collaborativo con il gruppo di abitanti di Soglio che contestano l’operato e la presenza della Riserva.
Mea culpa dei cacciatori
Intanto facendo un aperto mea culpa per comportamenti scorretti dei cacciatori, promettendo un inasprimento del controllo di chi si muove all’interno della Riserva. Fra gli episodi che più spaventano sono i tanti spari notturni che si sentono provenire dalla riserva. Su questo è stato il maresciallo comandante della stazione di Montechiaro a dare il consiglio più corretto: chi sente spari nella notte deve rivolgersi al numero unico 112.

Tutti nel gruppo whatsapp

Un altro passo avanti è stato fatto quando il presidente si è offerto di inserire i residenti che lo desiderano nel gruppo whatsapp interno dei cacciatori della Nicoletta per informarli in tempo reale delle battute di caccia al cinghiale, in modo da consentire ai cittadini di “organizzarsi” negli spostamenti e nelle loro passeggiate.

Nascerà una zona rifugio

Non solo. Per evitare altri spiacevoli episodi di animali domestici attinti da colpi di cacciatori nei cortili delle abitazioni e, più in generale, del timore di avere gente armata troppo vicina alle case, il presidente Barosso ha annunciato per gennaio lo studio di un “anello” intorno alla riserva e soprattutto in prossimità ai centri abitati in cui non sarà possibile cacciare. Una “zona rifugio”, tecnicamente, che mette maggiore distanza fra la zona venatoria e le case.

Sentieri puliti per tutti

Una zona che verrà concordata con i cittadini. E sempre con i cittadini, ha promesso ancora Barosso, verranno decisi interventi di manutenzione di strade e sentieri che oggi sono a carico della Riserva e vengono fatti in esclusiva ottica venatoria ma che possono invece essere individuati anche per scopi di fruizione naturalistica di tutti.
In un Comune, quello di Soglio, che si appresta a dare vita ad un progetto di risistemazione dei Borghi, località di alto interesse naturalistico. «Tanto che ho chiesto una consulenza alla Lipu – ha detto il sindaco Carlo Carpignano – affinchè ci indicasse come possiamo sostenere le specie autoctone nell’ottica di migliorarne l’habitat naturale».

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