Spazzatura tra le colline Unesco,i canellesi protestano su facebook
Attualità

Spazzatura tra le colline Unesco,
i canellesi protestano su facebook

Indignazione. E' quanto emerge da alcuni cittadini di Canelli che nelle ultime ore sulla pagine Facebook del Comune hanno denunciato il degrado e l'incuria di alcune parti periferiche della

Indignazione. E' quanto emerge da alcuni cittadini di Canelli che nelle ultime ore sulla pagine Facebook del Comune hanno denunciato il degrado e l'incuria di alcune parti periferiche della città, località di campagna sottoposte alla tutela Unesco e che ciò nonostante restano la discarica abusiva dei più incivili. Sacchetti e borse, scarpe e rifiuti di plastica sono abbandonati lungo la SP 41 e tra regione Sant'Antonio e Ceirole, 20 metri prima del cartello “Terra di Piemonte Wellness Resort”.

«Davvero un pessimo biglietto da visita per i turisti che cominciano ad essere richiamati dal riconoscimento Unesco e che pensando di immergersi nella natura delle dolci colline piemontesi e invece finiscono per imbattersi in rifiuti in bella vista», scrive un utente di Facebook. Sulle pagine del noto social network i cittadini chiedono a gran voce un intervento di pulizia immediato da parte dell'amministrazione comunale e a formulare politiche di prevenzione contro l'abbandono dei rifiuti sulle colline Patrimonio dell'Umanità. In ballo sono chiamate anche le opposizioni (Movimento Cinque Stelle e il gruppo Canelli Viva) invitate a perorare la causa in consiglio comunale.

Una polemica scoppiata con un tempismo notevole: giusto oggi pomeriggio (venerdì) si festeggia ufficialmente a Canelli il prestigioso riconoscimento internazionale. Pronta le razione del sindaco Marco Gabusi che dichiara: «abbiamo effettuato un sopralluogo nelle zone indicate e quanto prima procederemo alla bonifica. Si tratta comunque di pochi sacchetti per fortuna». Nell'agenda dell'amministrazione, l'idea di ricorrere a tre telecamere mobili, per monitorare la periferia della città e le campagne e scongiurare l'abbandono abusivo dei rifiuti.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo