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Intervista

Stefano Piras: «Siena ed Asti sono i miei due obiettivi del 2023»

«Vorrei piazzare una “zampata” in Piazza del Campo e regalare il trionfo a San Damiano»
Stefano Piras ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama paliesco delle monte mettendo in mostra tutte le sue doti e capacità tecniche in un tempo relativamente breve. Originario di Elini, piccolo paese di 600 anime in provincia di Nuoro, Piras ha lasciato la Sardegna all’età di 17 anni per approdare a Varese, dove ha lavorato in qualità di artiere presso le scuderie di Bonelli e Grizzetti.

L’arrivo a Siena è datato 2018: quasi un anno di permanenza alla corte di Luigi Bruschelli, prima di approdare nella scuderia di Giovanni Atzeni, dove ancor oggi Piras lavora. Il 2019 segna per lui il debutto in Piazza del Campo, con la partecipazione al Palio di agosto per la Contrada dell’Aquila sul mezzosangue Tottugoddu. Una carriera portata a termine a ridosso dello scosso della Selva, vittorioso, e del Bruco, piazzatosi secondo d’un soffio. A Stefano Piras in occasione del suo esordio venne attribuito il soprannome di Scangeo, che in vernacolo significa “gran confuzione”. Una scelta che svelava l’intenzione della Contrada dell’Aquila di creare appunto confusione e trambusto e che nello stesso tempo si addiceva al nome del cavallo, Tottugoddu, che in sardo significa “a tutto fuoco”, “a tutta velocità”.

Stefano Piras racconta cosi i suoi inizi in ambito paliesco.

«Approdai a Varese senza avere alle spalle grandi esperienze quale fantino. Tornavo in Sardegna durante il periodo estivo e mi iscrivevo alle corse che trovavo in calendario. A Siena, dopo la permanenza da Bruschelli, mi spostai da Atzeni, dove ancora oggi mi trovo. Ho intensificato la mia attività da fantino riuscendo a mettermi in luce in alcune corse in provincia, finché non è arrivata la chiamata dell’Aquila. Quel Palio mi ha consentito di fare il salto di qualità e di farmi apprezzare per le mie capacità.»

Purtroppo ci fu poi lo stop causato dalla pandemia…

« Si, due anni in cui le corse disputate sono state ben poche. L’anno scorso, quando l’attività è ripresa a tempo pieno, la fortuna non mi è stata particolarmente amica poiché gli infortuni mi hanno impedito di esprimere al meglio le mie possibilità sia a Ferrara sia a Siena. Sono invece riuscito a riscattarmi ad Asti, dove ho ottenuto la piazza d’onore per il Comune di San Damiano giungendo secondo alle spalle del vincitore San Lazzaro. Una corsa tutta in rimonta, nella quale il cavallo che montavo, Zeniossu (foto), ha messo in mostra ottime potenzialità. Un soggetto che conoscevo bene e sul quale avevo grande fiducia.»

Al punto che hai deciso di acquistarlo dal suo proprietario precedente, ossia Giovanni Atzeni…

«Si, ora il cavallo è mio e sono convinto che saprà regalarmi ulteriori soddisfazioni.»

A San Damiano tu avevi debuttato nel 2019, nella corsa riservata ai Comuni.

«Vero, in quella circostanza montavo Zeta Penny e terminai la corsa in terza posizione.

Quali sono le tue prospettive in ottica 2023? Hai già qualche ingaggio consolidato?

«Al momento l’unica certezza che ho è di poter nuovamente difendere i colori di San Damiano sulla pista di Asti. Sarò particolarmente agguerrito e dopo un terzo ed un secondo posto in rossoblu punterò a migliorare ancora. Non amo nascondermi e andrò quindi a caccia della vittoria.»

A Ferrara e Fucecchio ci sarai?

«E’ un po’ presto per dirlo. A Ferrara ho comunque contatti avviati e ci sono buone probabilità che io sia uno dei protagonisti della corsa. Fucecchio è invece un Palio caratterizzato dalla “tratta”: l’assegnazione dei cavalli a sorteggio comporta dinamiche paliesche diverse e bisognerà vedere se qualche dirigenza di Contrada riterrà di rivolgersi a me per giocarsi al meglio le proprie possibilità di vittoria.»

Siena 2023: il 2 luglio correranno di diritto Aquila, Giraffa, Selva, Onda Nicchio e Tartuca (l’Oca sconterà un Palio di squalifica, n.d.r.). Quali sono i tuoi rapporti con le dirigenze di queste sei Contrade?

«Decisamente buoni: con l’Aquila e con il Nicchio ho già corso, ma anche con le restanti quattro ho buone prospettive di montare.»

Ti chiedo infine qual è il tuo sogno nel cassetto, sempre che tu ne abbia uno….

«E chi non ce l’ha? Il mio è addirittura doppio. Vorrei piazzare una zampata a Siena ed aggiudicarmi uno dei due Palii di quest’anno, così come farò di tutto per regalare a San Damiano nel 2023 il trionfo che l’anno passato ho sfiorato.»

Che altro dire? Scangeo è uno che non molla mai, ha sete di vittoria.

«Tra pochi giorni compirò 37 anni: il tempo stringe. Devo sbrigarmi a centrare gli obiettivi che mi sono posto. Pertanto tutti i Palii che correrò mi vedranno protagonista e andrò sempre a caccia del successo.»

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