Storia dei passaggi di giocatorida una disciplina all’altra
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Storia dei passaggi di giocatori
da una disciplina all’altra

Il connubio tra i massimi livelli delle specialità del Libero e del Muro è da un po’ di tempo argomento di discussione tra gli addetti ai lavori. L’intento è cercare di costruire un ponte che

Il connubio tra i massimi livelli delle specialità del Libero e del Muro è da un po’ di tempo argomento di discussione tra gli addetti ai lavori. L’intento è cercare di costruire un ponte che apra un flusso migratorio a senso unico dal Libero al Muro, sia per garantire la sopravvivenza di quest’ultimo, sia perché ragioni tecniche e di spettacolarità bloccano la strada ad uno scambio biunivoco. Mettendo da parte gli incroci estemporanei più e meno riusciti tra i migliori interpreti delle due specialità (e tra parentesi la “Coppa dei Campioni” che non ci sarà tra i vincitori della Serie A del Libero e del Muro 2014, esperimento che lascia il tempo che trova), il desiderio di molti sarebbe quello di dare aria allo stantio anfratto del Torneo a Muro invogliando al salto della staccionata qualcuno dei molti (troppi?) giocatori locali che militano non sempre con fortuna nella serie A Libero.

Un’osmosi che potrebbe portare benefici in ambiente monferrino, dando ulteriore slancio a un trend che fino a qualche anno fa era caduto in un prolungato stato di quiescenza. Tra gli anni ’80 e i primi ’90 furono molti i giocatori astigiani della massima serie del Libero a misurarsi con la palla al “distacco”, da Franco Capusso a Sandro Ferrero, da Claudio Cussotto a Enrico Dellavalle. Altri, come Beppe Tirone e Giancarlo Marostica, dopo anni di Libero con fugaci esperienze ad alto livello, passarono al Muro scrivendone pagine indelebili. Negli ultimi sei anni è avvenuto un ricambio generazionale tra i ranghi del Muro soprattutto grazie a qualche giocatore che, rimasto inesploso negli ambienti spesso freddi delle serie C e B Libero, ha cercato un habitat più mite tra muri e asfalto.

I pochi recenti reduci dalla serie A per la verità non si sono trovati a proprio agio nelle piazze, esempi lampanti sono quelli di Cristian Valle ed Enrico Berruti. In controtendenza Davide Tirone, che dopo l’esperienza in A col Callianetto ha vinto anche il Torneo a Muro 2010 (ma la spiegazione è presto offerta da giovanili esperienze pregresse, nonché da ragioni geniche). Le novità regolamentari in serbo per il 2016, che non possono essere ancora svelate, dovrebbero tuttavia puntare in questa direzione, o almeno non ostacolarla, rendendo meno discrezionale il discusso sistema dei “punteggi”.

Luca Parena

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