Storia del Palio: 1967, l'anno della rinascitaIl drappo va al Rione Don Bosco
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Storia del Palio: 1967, l'anno della rinascita
Il drappo va al Rione Don Bosco

La ripresa del palio avvenne grazie all'impegno delle autorità locali, in primis del sindaco Giraudi, di Giovanni Pasetti, primo Capitano del Palio, e di Felice Appiano. 40mila le persone presenti in piazza. Vinse il cavallo di Don Bosco Viatosto

Siamo nel 1967 e Asti torna a respirare aria di Palio. Una manifestazione la cui ripresa era stata fortemente caldeggiata dalle autorità locali già da alcuni anni. In primis dal sindaco Giraudi, che con Giovanni Pasetti, primo Capitano del Palio, e Felice Appiano, si battè per far rivivere una sfida dal sapore antico che avrebbe messo di fronte Rioni cittadini ed alcuni tra i più ricchi paesi della provincia. Entusiasmanti i mesi che precedettero l’evento, con continue “cissate” e goliardate di vario tipo. Circolarono voci di spese pazze sostenute da alcuni abbienti personaggi locali per tutelare e sostenere il buon nome del Rione di appartenenza. Arrivarono numerosi fantini senesi a dare lustro alla competizione. Il catino dove venne allestito l’ovale, vale a dire la grande piazza intitolata proprio al Palio, fin dal primissimo pomeriggio della domenica, il giorno della corsa, presentava un colpo d’occhio spettacolare.

Quarantamila le persone presenti in piazza, distribuite tra tribune e parterre. Sui pennoni circostanti vennero innalzati novantaquattro stendardi. Al centro del catino, internamente alla pista, sfilanti, cavalli, cavalieri…
Appollaiate su alberi, muretti e pronte a sfruttare ogni possibile appiglio, altre centinaia di persone che non erano riuscite ad entrare, poichè i biglietti da tempo non si trovavano più. Tutti volevano vedere tutto. Di quel Palio raccontiamo per sommi capi l’andamento delle batterie e della finale. A vincere fu il Rione Don Bosco Viatosto, con il fantino Pietro Altieri (Petruzzo) e il cavallo Gavin. Rettore vittorioso il dottor Giacinto Occhionero. Secondo si piazzò San Secondo, terzo il Duomo.

Batterie: ognuna di quattro giri, primi due in finale.
Partenza: con le bandiere.
Mossiere: Felice Appiano.

La prima, dallo steccato: San Paolo, San Pietro, Moncalvo, San Silvestro e Don Bosco Viatosto. Strada in discesa per Don Bosco Viatosto, che fulminava tutti fin dalla partenza. Dietro emergeva San Pietro, mentre cadeva il fantino di Moncalvo e non completava i quattro giri San Paolo. Staccato San Silvestro.

La seconda, dallo steccato: Duomo, Torretta Santa Caterina, San Martino San Rocco, Santa Maria Nuova e Montegrosso. Dopo una partenza falsa era buona la seconda. Santa Maria Nuova prendeva il comando e non lo mollava più. Dietro gran battaglia tra San Martino San Rocco e il Duomo. A prevalere era quest’ultimo. In finale andavano Santa Maria Nuova e Duomo.

La terza, dallo steccato: San Secondo, Canelli, Costigliole, San Domenico Savio e Tanaro. L’ordine di arrivo ricalcava la disposizione al via. San Secondo volava al comando e non veniva più raggiunto. Piazza d’onore per Canelli, che precedeva nel’ordine san Domenico Savio e Tanaro. Non classificato Costigliole.

Finale, dallo steccato: tre false partenze tenevano il pubblico con il fiato sospeso. Irrequieto il cavallo di Santa Maria Nuova, il cui fantino si faceva sorprendere in occasione della partenza valida. A dominare la corsa era Pietro Altieri per Don Bosco Viatosto sul cavallo Gavin, che dopo due dei quattro giri era già praticamente irraggiungibile. Alle sue spalle gran lotta per la piazza d’onore tra San Secondo e Duomo. Il fantino del Santo bruciava di pochissimo il rivale sul palo d’arrivo. Quarta posizione per Canelli e quinta per San Pietro. Non partito Santa Maria Nuova.

Massimo Elia

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