Teleriscaldamento, decisione finale il 29 aprile
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Teleriscaldamento, decisione finale il 29 aprile

Bisognerà attendere fino a venerdì 29 aprile per conoscere il verdetto finale sul progetto di teleriscaldamento al vaglio nella Conferenza dei servizi

Bisognerà attendere fino a venerdì 29 aprile per conoscere il verdetto finale sul progetto di teleriscaldamento al vaglio nella Conferenza dei servizi, in Provincia. In un confronto pubblico tra proponenti e oppositori, e nell’ultima Conferenza avvenuta qualche giorno fa, sono state ribadite tutte le osservazioni, pro e contro, sul progetto, che continua a far discutere le associazioni ambientaliste, il comitato di cittadini contrari alla realizzazione della rete e alcuni esponenti politici.

Dopo l’ultima Conferenza dei servizi, l’AEC (Asti Energia Calore), la società che vorrebbe costruire l’impianto, ha diramato la seguente nota stampa: «La società ritiene di aver fornito con esaustività chiarimenti e informazioni sul progetto, mediante le integrazioni depositate nelle settimane scorse in Provincia e nel contraddittorio pubblico in cui è stata rappresentata dall’amministratore delegato Massimo Cimino. AEC ribadisce, infine, la validità ambientale ed energetica del progetto, come peraltro emerso durante la Conferenza.»

Di diverso avviso, ancora una volta, il Comitato “No teleriscaldamento” che, in una lunga nota stampa, ribadisce tutte le criticità sul progetto già segnalate in sede di Conferenza e dibattiti pubblici. «Le contestazioni avvenute da parte di alcuni cittadini presenti alla Conferenza del 15 aprile si focalizzavano sul fatto che c’è la forte impressione che le amministrazioni non vogliano ascoltare il parere dei cittadini di Asti i quali aborriscono e non vogliono veder realizzato questo tipo di teleriscaldamento».

Gli stessi contestano ad AEC «di non fornire numerosissimi chiarimenti e dati tecnici importantissimi e questo nonostante i ripetuti solleciti». Tra i punti evidenziati dal fronte del no, lo spreco di energia che si creerebbe con il tipo di centrale che AEC vorrebbe costruire a ridosso dell’ospedale e che «non permette di rientrare nella classificazione di “teleriscaldamento efficiente”»; il non utilizzo di fonti rinnovabili per il funzionamento della centrale, la mancanza del partner privato che AEC non ha ancora trovato per sviluppare il progetto e il fatto che, particolare evidenziato al punto 7 della nota, «AEC non ha ancora il titolo per l’utilizzo del terreno».

Alle osservazioni del Comitato si aggiungono quelle di Cittadinanzattiva, Legambiente, Osservatorio del Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Tempi di Fraternità, Tribunale per i Diritti del Malato: «AEC ha ritenuto di intervenire con un comunicato stampa in cui ribadisce “la validità ambientale ed energetica del progetto” – commentano le associazioni – La dichiarazione appare decisamente arbitraria, infondata, e non tiene minimamente conto di parecchie contestazioni circa la mancanza di dati e calcoli dimostrativi, ribadite, ad esempio, dall’ARPA nel suo documento pubblicato anche sul sito del procedimento della Provincia».

Riccardo Santagati

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