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"Tirai fuori la bottiglia di grignolino
e lui disse: parluma an piemonteis"

Mariangela Cotto ricorda di aver conosciuto il futuro Papa con gli Astigiani nel mondo a Buenos Aires. «Prima di partire avevo saputo che l’arcivescovo che avrei incontrato aveva origini a Portacomaro Stazione, come mi aveva assicurato Idalo Raso, ex sindaco di Portacomaro. "Allora ho contattato Armando Bergoglio, che è suo cugino, e gli ho espresso il desiderio di potargli un omaggio dalla nostra terra …"

Non è parente, ma ha avuto l’onore di conoscere colui che, da mercoledì, è stato eletto Santo Padre. Parliamo del consigliere comunale Mariangela Cotto, che, da assessore regionale all’Immigrazione ed emigrazione, aveva comiciato ad interessarsi delle associazioni di Piemontesi nel mondo, su sollecitazione dello storico presidente dell’associazione, Michele Colombino.

«Sono molto orgogliosa che il Santo Padre abbia origini astigiane – afferma – e questo sentimento accomuna me e tutti coloro che hanno partecipato allo “storico” viaggio in Argentina nel 2002, e che ieri sera hanno cominciato a telefonarmi per manifestare la loro gioia».

Quell’anno, infatti, Mariangela Cotto aveva guidato la delegazione che aveva incontrato gli Astigiani nel mondo di Buenos Aires, nell’ambito della quale era stata organizzata una messa concelebrata dal cardinale Severino Poletto, allora arcivescovo di Torino, che si era recato in Sud America per visitare alcune missioni.
«Prima di partire – ricorda – avevo saputo che l’arcivescovo che avrei incontrato a Buenos Aires aveva origini a Portacomaro Stazione, come mi aveva assicurato Idalo Raso, ex sindaco di Portacomaro.

Allora ho contattato Armando Bergoglio, che è suo cugino, e gli ho espresso il desiderio di potargli un omaggio dalla nostra terra. Lui mi ha consigliato di donargli una bottiglia di grignolino, e io così ho fatto. Quando sono arrivata nella Cattedrale, il cardinale Poletto mi dice: «Ma lo sa, assessore, che il cardinale Bergoglio è astigiano?». E io ho risposto di sì, tirando fuori proprio in quel momento la bottiglia, di cui l’arcivescovo di Buenos Aires è stato molto contento, anzi quasi commosso, perché arrivava dalla “sua” terra».

Mariangela Cotto ha quindi dialogato alcuni minuti con lui. «Mi ha subito detto: “Parluma an piemunteis”, in quanto allora si sentiva più a suo agio con il dialetto che non con l’Italiano. Così abbiamo chiacchierato di Asti, e lui ha espresso il desiderio di venire a visitare la sua terra, cosa che poi ha fatto nel 2005».
L’ex assessore sottolinea anche un altro aspetto di quella giornata.

«Durante la messa – afferma – nella chiesa si sentiva il frastuono delle donne argentine riunite in piazza, che avevano organizzato un movimento di protesta contro la gravissima crisi economica che proprio in quel periodo aveva messo in crisi il Paese. E a quel proposito mi aveva colpita quando aveva detto il cardinale Bergoglio durante l’omelia: l’Argentina ha la forza e le materie prime necessarie per uscire dalla crisi, ma deve superare la cultura assistenzialistica”.

Alcuni anni dopo Mariangela Cotto è tornata in Argentina, e ha nuovamente incontrato il cardinale Bergoglio. «La seconda volta – confida – doveva riceverci in udienza. Inizialmente dovevamo essere in 5, ma poi il numero di adesioni è cresciuto e ci siamo presentati in 13. Io ero un po’ preoccupata, dato che non mi sembrava educato. Invece, quando siamo arrivati, l’attuale Santo Padre ci ha accolti gioioso ed è andato personalmente in un’altra sala a prenderci le sedie».

e. f.

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