Toselli, candidata azzurra per la regione:«Non si può cambiare il mondo dal divano»
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Toselli, candidata azzurra per la regione:
«Non si può cambiare il mondo dal divano»

«L’entusiasmo e la capacità di affrontare nuove sfide, oltre alle competenze nella mia materia e la voglia di cambiare davvero le cose, sono i fattori che da sempre muovono il mio spirito». Forte

«L’entusiasmo e la capacità di affrontare nuove sfide, oltre alle competenze nella mia materia e la voglia di cambiare davvero le cose, sono i fattori che da sempre muovono il mio spirito». Forte di questo atteggiamento, Daniela Toselli è una delle due candidate “azzurre,” scelte dal coordinamento provinciale di Forza Italia, per il rinnovo del Consiglio regionale. Nata a Canelli, classe 1984, vive a Rocchetta Tanaro ed è responsabile del movimento giovanile del partito per la provincia di Asti. Laureanda in Architettura, collabora con uno studio di progettazione astigiano. Attenta alle tematiche ambientali, specie riguardanti l’edilizia e l’urbanistica, è attiva nel mondo del volontariato.
    
Considerata la sua giovane età, quando e come è nata in lei la passione politica?
Non mi considero poi così tanto giovane per occuparmi di politica. Per vari motivi, nel periodo universitario, ho tralasciato l’impegno politico attivo. Appena ho avuto l’occasione, sono entrata nel movimento giovanile di Forza Italia.
Cosa significa per lei fare politica?
Ad oggi, questa espressione è usata principalmente con un’accezione negativa, perché negativi sono gli esempi che arrivano da chi, prima di noi, ha intrapreso questo tortuoso cammino. La politica innanzitutto non dovrebbe essere vista come un lavoro, ma  come un grande progetto di bene comune, a partire da basi solide e persone consapevoli dei problemi reali della società: ad esempio, fare la spesa, lavorare, pagare un affitto. Tengo a precisare che ho studiato Architettura, collaboro da tempo con uno studio di progettazione e quindi la politica per me rappresenta principalmente una passione, impegnativa, ma che, avulsa da un contesto di vita normale, non avrebbe significato.

Lei ha dichiarato di avere accettato questa “sfida” per dare una spinta ai giovani: in che senso? E come pensa di avvicinare agli ideali della sua formazione questa fetta, in particolare, dell’elettorato e non solo? 
Certo, ho accettato la candidatura anche per spronare i giovani a riprendersi le redini del loro futuro. Non si può cambiare il mondo dal divano di casa, bisogna uscire nelle piazze, impegnarsi in prima persona e metterci la faccia, come sto facendo io. Vorrei far capire ai miei coetanei che la politica non è un qualcosa di cui “ce ne possiamo fregare,” ma è la nostra vita, in ogni istante della giornata. Il “non andare a votare per protesta” gioverà solo a quei pochi che invece a votare andranno, i quali si troveranno tra le mani anche il destino di chi si è disinteressato. 

Quali, oggi, le problematiche e le esigenze principali dei giovani astigiani? Al riguardo, che priorità programmatiche ha e come spera di concretizzarle?
Ritengo che le problematiche siano un po’ le stesse che contagiano tutta la società dei paesi cosiddetti avanzati. In un mondo globalizzato, dove la competizione è all’ordine del giorno, i ragazzi sono disorientati, insicuri, hanno una completa assenza di progetti per l’avvenire, forse convinti di essere stati abbandonati da chi li ha preceduti. Voglio un futuro diverso e per questo desidererei contribuire alla realizzazione di un nuovo Piemonte, fatto soprattutto di opportunità lavorative, sicurezza ed elevata qualità della vita, che infonda nelle nuove generazioni la voglia di provarci ancora e che rappresenti una speranza per chi giovane non è più, così da guardare con serenità al futuro dei nipoti.
Cosa la sta colpendo di più, nel bene e nel male, di questa “sfida” e con che spirito guarda al compito che le toccherà, se sarà eletta?
È un’esperienza fantastica e un’opportunità indescrivibile. Una mia elezione sarebbe innanzitutto un grande onore, oltre che una grande responsabilità, che però porterei avanti senza esitazioni. 

Ambiente e volontariato sono due temi cui è particolarmente attenta: come pensa di farsene portavoce e di difenderne gli interessi a livello locale?
Mi sono occupata, in questi anni di militanza politica, di alcune problematiche ambientali. Con il movimento giovanile ho portato avanti numerose battaglie. Di sicuro, continuerò su questa strada, ascolterò chi vorrà sottopormi delle tematiche ed evidenziarmi problemi magari rimasti inascoltati, ma è fondamentale, come sempre, il contributo di tutti. Circa il volontariato, l’obiettivo è di incentivarlo, in ogni forma e modo. 
I giovani sono spesso sinonimo di svolta e speranza, ma talvolta pagano lo scotto della cosiddetta inesperienza e quindi della diffidenza. Come spera di convincere gli elettori a votarla e ad avere fiducia nella sua candidatura?
Giovani inesperti, anziani fin troppo esperti: due visioni che sottendono una sola verità cioè che siano necessarie entrambe le fasce d’età, per avere un giusto compromesso. Chi sostiene la necessità di liberarsi di tutta l’attuale classe dirigente del paese sbaglia: soprattutto a livello locale esistono ottimi elementi, dai quali posso solo imparare. Non credo sia necessario convincere le persone con giri di parole: oggi più che mai è necessario essere presenti sul territorio e dare fiducia attraverso i comportamenti quotidiani. 

Se non dovesse entrare in Regione, continuerà a fare politica? Cosa le lascerà questa esperienza?
Assolutamente sì. Anzi, ripartirò con un nuovo entusiasmo. Abbiamo già in programma per l’autunno, con gli amici del movimento giovanile, alcune iniziative per avvicinare i giovani a questo complicato mondo, con serate culturali, incontri nelle scuole ed eventi di svago. Continuerò però soprattutto la mia avventura con lo stesso spirito che mi ha portata fin qui: testa alta, rispetto e nessuno scheletro nell’armadio. 

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