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Tra Rasero e Crivelli esplode la controversia sulle criticità del 118 – Botta e risposta a colpi di video su Facebook

A pochi giorni dala partenza del servizio h24 a Canelli il candidato del centrosinistra chiede pari dignità per il nord Astigiano e più attenzione per il capoluogo

È finita in una querelle a colpi di comunicati stampa, video su Facebook e con una presa di posizione anche della Croce Rossa di Asti l’ultima querelle elettorale esplosa pochi giorni dopo l’ufficializzazione dell’estensione H24 del servizio 118, con infermiere a bordo, a Canelli e Santo Stefano Belbo. Solo pochi giorni fa l’assessore regionale Marco Gabusi, intervenendo in una conferenza stampa, aveva confermato che dal 1° giugno Canelli avrà il sevizio di 118 India h24. Lo stesso succederà a Santo Stefano Belbo come ottenuto dall’assessore regionale Icardi.

È stato il candidato a sindaco di Asti Paolo Crivelli (Astinsieme), medico in pensione e quindi conoscitore del sistema sanitario, a riportare, però, l’attenzione su quello che già molti avevano definito un trattamento impari tra il sud Astigiano e il resto della provincia. «Nelle ore notturne, infatti, l’ambulanza medicalizzata presente su Asti città è costretta a farsi carico, insieme al proprio corrispettivo presente a Casale Monferrato, di un’area che ricomprende 66 comuni (in parte astigiani ed in parti afferenti alla zona del Casalese), con un ulteriore bacino potenziale di alcune decine di migliaia di utenti – denuncia Crivelli – Quest’area, durante il giorno, è servita dall’ambulanza di soccorso avanzato (con medico e infermiere di area critica, oltre a due volontari soccorritori 118, a bordo) che ha postazione presso il Comune di Moncalvo. Il grande problema, di cui tutti paiono dimenticarsi o non voler parlare, è che l’ambulanza “medicalizzata” di Moncalvo è attiva solo 12 ore con orario diurno (8-20). La notte non c’è alcuna copertura. Cosa succederebbe se dovesse verificarsi in quella zona un codice rosso, o giallo, con potenziale pericolo di vita? Deve intervenire l’ambulanza di soccorso avanzato più vicina, ovvero Asti. Una situazione di mala distribuzione territoriale dei mezzi “118” che produce un effetto negativo a catena a tutto danno dei cittadini, astigiani e non – continua Crivelli – Oltre 70mila cittadini del comune capoluogo sarebbero, per oltre un’ora e mezza, privi di copertura di un mezzo di soccorso avanzato. Ad Asti arriverebbe, invece, un’ambulanza da Nizza Monferrato o Villafranca con dilatazione e perdita di tempo. E ricordiamo che su un codice rosso un minuto in più o in meno può fare la differenza tra la vita e la morte».

«La zona del sud Astigiano avrà un’eccellente copertura “118” (MSA di Nizza e MSAB di Canelli) a cui si deve aggiungere anche la postazione di Santo Stefano Belbo. – evidenza il candidato a sindaco del centrosinistra – A fronte di ciò un nord Astigiano che può contare su un’unica ambulanza di soccorso avanzato per appena 12 ore diurne. Con Asti che paga a caro prezzo questa poco equilibrata distribuzione territoriale. Mi chiedo se qualcuno in Comune ad Asti abbia mai pensato alle conseguenze negative di questa situazione sulla città e, soprattutto, sui suoi cittadini. Dal Comune non mi risulta si sia mai sollevata alcuna richiesta di intervento o almeno di spiegazioni. Non ci si può trincerare dietro una presunta, quanto sbagliata, mancanza di competenza. La salute e la sicurezza sanitaria sono argomenti importanti, che devono interessare qualsiasi amministratore comunale. Diamo al nord Astigiano l’ambulanza medicalizzata h24 che deve giustamente avere e che il mezzo di soccorso qualificato di Asti torni realmente a occuparsi ed assicurare il servizio ai cittadini del capoluogo».

La risposta di Rasero arriva con un video su Facebook

Ovviamente Rasero non ha incassato le critiche senza contrattaccare a suo modo. Ma, anziché mandare una nota stampa, ha preferito presentarsi davanti alla sede della Croce Rossa di Asti, in via Foscolo, per una replica dal vivo. «Ogni giorno c’è una novità, oserei dire una barzelletta – risponde Rasero – Oggi c’è un’altra storiella molto divertente di Crivelli che ci racconta che mentre altri stanno guadagnando dei servizi, si riferisce al 118 di Canelli e Santo Stefano Belbo, cosa fa l’amministrazione di Asti? È tutto fermo, non riusciamo ad avere le cose che dovremmo avere. Ma con che coraggio dice queste cose? Il momento più brutto del servizio del 118, chiedetelo a quelli che lavorano alla Croce Rossa o alla Croce Verde, è stato nel 2016 e 2017 quando una Giunta regionale di centrosinistra, quella di Chiamparino, stava tagliando i servizi. Rischiavamo non solo di non migliorare, ma di perdere quello che avevamo. Lui (Crivelli ndr) era un consigliere comunale della Giunta Brignolo e non ha alzato un dito, non ha detto una cosa, non ha fatto un comunicato, non ha fatto un’interpellanza. Si è totalmente disinteressato di questa situazione. Fortunatamente c’è stata la rivolta degli operatori della Croce Verde, Croce Rossa e di tutto il mondo del volontariato. Hanno chiesto aiuto alla Provincia. Il presidente di allora, Gabusi, ha fatto una battaglia e io mi sono impegnato in campagna elettorale per fare certe azioni. Appena diventato sindaco abbiamo ottenuto che i servizi non si perdessero».

Come se non bastasse il video davanti alla Croce Rossa, Rasero ha rincarato la dose in un secondo video pubblicato sul suo profilo Instagram nel quale attacca Crivelli, ma in un contesto molto più ironico. Un video, al ritmo di una tarantella, che inizia con Rasero che evidenza come siano belle le sue scarpe per poi guardare in camera rivolgendosi a Crivelli: «Ci credi davvero alle cose che hai detto sul 118 e a quelle che stai dicendo in campagna elettorale? Perché se è un altro che te le scrive basta che cambi quella persona e ne prendi una più pratica; ma se se tu che le pensi mi preoccuperei un po’ di più».

La controreplica video di Crivelli

Crivelli, qualche ora dopo, ha replicato a Rasero con un video su Facebook, ma più formale. L’ha fatto insieme al dottor Valter Saracco, medico in pensione, ex primario di medicina interna del Massaia, esperto di medicina d’urgenza e candidato nella lista civica dello stesso Crivelli. Saracco spiega che la scelta di aver esteso il servizio del 118 nel sud Astigiano è stata fatta a scapito del servizio nel nord Astigiano. «L’obiettivo del sistema sanitario nazionale è garantire omogeneità nei servizi. In questo momento le risorse dovevano essere collocate al nord e non al sud della provincia».

Ma nel post su Facebook Crivelli è andato oltre e ha attaccato Rasero per aver strumentalizzato la Croce Rossa a fini elettorali: «Ha pensato bene di rispondere alle mie domande sulla riorganizzazione del servizio 118 nell’Astigiano con un video ridicolo, con tanto di musichetta e siparietto da avanspettacolo. Ha deciso di girarlo davanti alla sede della Croce Rossa, strumentalizzando un simbolo che mai dovrebbe essere usato a fini elettorali».

Quaglia: «Rasero ha poco da ironizzare»

E se Crivelli è andato all’attacco, Angela Quaglia (CambiAMO Asti) ha preso spunto dal video pubblicato da Rasero per dire la sua.

«In uno dei suoi filmati, il sindaco ironizza sull’intervento di Paolo Crivelli a proposito di 118. Proprio il sindaco, – sottolinea Quaglia – che approva il Piano di riorganizzazione dell’Ospedale proposto dal Direttore Generale, salvo scoprire qualche tempo dopo (a seguito delle giuste proteste dei cittadini) che la riorganizzazione prevede il ridimensionamento di strutture e servizi quali Dermatologia, Psichiatria, SERT, dipartimento emergenza. Ma lui dov’era il 16 marzo alle 14, quando il piano è stato approvato? Forse nello stesso posto in cui era quando, ai tempi della Giunta Chiamparino, si rischiava di vedere pesantemente ridimensionato il nostro ospedale e la sottoscritta, con l’aiuto di medici, tra cui il dott. Crivelli, infermieri, sindacati, associazioni di volontariato, promosse una raccolta di 35 mila firme contro il piano di ridimensionamento e le consegnò personalmente all’assessore regionale alla sanità. Dov’era Rasero allora? Ad occupare un posto in Banca o in Fondazione CRAsti? E anche adesso, sul 118, c’è poco da ironizzare! Forse non conosce  il problema che (basterebbe  leggere) è ben spiegato in un Ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza in Consiglio comunale (prima firmataria la sottoscritta) e mai discusso».

La precisazione della Croce Rossa di Asti «fuori dalle controversie politiche»

La Croce Rossa di Asti ha invece preso le distanze da questioni politiche elettorali e l’ha fatto con un comunicato stampa diramato nella giornata di oggi.

«In seguito ad alcuni commenti e segnalazioni di cittadini astigiani, è opportuno, da parte della Croce Rossa Italiana – Comitato di Asti, fare delle precisazioni riguardo al filmato prodotto e pubblicato sui social dal Sindaco, dott. Maurizio Rasero, davanti alla sede di via Ugo Foscolo. Filmato in cui compare la scritta Croce Rossa Italiana e il suo emblema, simboli che, per il loro universale valore, devono godere di particolare tutela. Guida e faro delle azioni dei Volontari della Croce Rossa Italiana sono i sette Principi Fondamentali del Movimento Internazionale tra i quali l’Imparzialità, la Neutralità e l’Indipendenza.  In ogni situazione, come anche nelle elezioni comunali di Asti di oggi, di ieri e di domani, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Asti assicura il pieno rispetto di questi principi ispiratori che pongono l’Associazione al di fuori della campagna elettorale mantenendo un atteggiamento di doverosa “riserva” nei confronti di qualsivoglia controversia politica. Nello specifico, il servizio “118”, al centro di polemiche elettorali in questi ultimi giorni, è cosa ben diversa dalla Croce Rossa Italiana che non interferisce in alcun modo nelle scelte di dislocazione territoriale dei mezzi di soccorso qualificato con la “medicalizzata” astigiana che, in questo anno solare, non è oltretutto collocata presso la sede CRI di Asti. Con l’occasione la Croce Rossa Italiana – Comitato di Asti vuole augurare a tutti i candidati alla carica di Sindaco e Consigliere Comunale una buona campagna elettorale orientata al bene e al sostegno della comunità Astigiana».

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