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Nizza Monferrato

Treno del Vino: “Bella opportunità, poco promossa. Non si aiutano i lavoratori”

Il Comitato Strade Ferrate commenta il progetto turistico che per altri 3 finesettiman riporta i treni sulla Asti-Acqui

Il Comitato Strade Ferrate di Nizza accoglie con interesse il ritorno dei treni il sabato e la domenica, pur in forma temporanea, sulla linea Asti-Acqui Terme, nell’ambito del progetto del “Treno del Vino”, iniziativa a cura dell’Associazione Produttori del Vino Biologico con l’Assessorato Regionale ai Trasporti, l’Assessorato al Turismo del Comune di Asti e altri partner. «L’unica puntualizzazione che mi viene da fare riguarda la scarsa promozione – commenta il referente Giacomo Massimelli – se, come precisa l’assessore regionale Marco Gabusi, si tratta di una sperimentazione per una ripresa dei treni nel weekend, le presenze sui treni stessi potrebbero risultare alla fine viziate dal fatto che in pochi sappiano che questi treni ci sono».

Il viaggio inaugurale è stato sabato. Per i prossimi 3 finesettimana, un treno partirà da Asti alle 11,20 e ritorno, da Acqui Terme, alle 16,40, facendo tappa a Nizza e in tutte le stazioni intermedie. «Ben venga un progetto del genere – aggiunge Massimelli – ma in un certo senso, ancora una volta, si penalizzano i lavoratori. Si fanno sperimentazioni quando il servizio c’era già. Prima dell’emergenza pandemica c’erano 12 corse giornaliere sulla Asti-Acqui. Ora sono 8. Eppure, da contratto di servizio, i treni sono stati finanziati e devono esserci per offrire un servizio completo». Sono venute a mancare, precisa, in particolare le corse del mattino: «C’erano alle 6 e alle 8, ora in quella fascia oraria viaggia un unico treno, parecchio affollato, intorno alle 7. Chi va a Torino o ad Asti in auto sappiamo che ha costi più alti, inquina e intasa le città».

Altra partita, quella del ripristino della Alessandria-Castagnole delle Lanze, tratta ferroviaria riguardo al cui ripristino il Comitato Strade Ferrate si batte da anni. Alla sospensione, fu affidata ai consorzi di autotrasporto, scomparendo dagli orari ferroviari e, si direbbe, dalla percezione comune. Conclude Massimelli: «Parlare di turismo via treno, e non tenere conto di quanto Alessandria sia il miglior collegamento con Milano e con Genova mi sembra un atteggiamento un po’ miope e fuori dal tempo».

 

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