Trenta geologi osservano il Belbo
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Trenta geologi osservano il Belbo

Il “sistema Canelli” dei presidi idraulici sul Belbo diventano oggetto di studio. E’ successo martedì quando una trentina di geologi provenienti da tutto il Piemonte si sono dati appuntamento

Il “sistema Canelli” dei presidi idraulici sul Belbo diventano oggetto di studio. E’ successo martedì quando una trentina di geologi provenienti da tutto il Piemonte si sono dati appuntamento per una giornata di formazione sulla prevenzione delle inondazioni e la cura del territorio. L’iniziativa, organizzata dalla Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo ed Economia Montana e Foreste, Settore Protezione Civile e Sistema Anti Incendi Boschivi della Regione Piemonte in collaborazione con Comune, Aipo e Provincia di Asti, ha approfondito alcune delle tematiche che tengono banco dall’alluvione del 1994.

Relatori, dopo il saluto del sindaco Marco Gabusi e dell’assessore alla Protezione civile, Vigili del Fuoco, problematiche attinenti all’Asta del Belbo Flavio Scagliola, la geologa Laura Turconi del Cnr-Irpi, che ha effettuato un’analisi geomorfologica sugli eventi del passato, mentre l’ingegner Carlo Condorelli dell’Aipo ha illustrato la concezione e l’utilizzo delle “casse di espansione” a nord della città.
A Riccardo Conte, funzionario di Protezioni Civile della Regione, il compito di descrivere le procedure sulla gestione dei presidi di sicurezza che l’ente regionale varerà nel prossimo futuro mentre Gianluca Bernardi del settore Previsione e Prevenzione Rischi, Programmazione e Pianificazione, Formazione della Provincia di Asti si è soffermato sulle competenze dell’ente.

La visita alle “casse di espansione” e alla sala operativa del COM della Polizia Municipale, guidata dal comandante Diego Zoppini, hanno permesso ai partecipanti di toccare con mano opere e organizzazione del “sistema Canelli”. «Una giornata, a detta degli stessi partecipanti, di grande spessore e utile sotto molteplici aspetti – sottolinea l’assessore Flavio Scagliola -. I professionisti hanno riconosciuto il valore e l’utilità delle opere realizzate sul Belbo». Oltre alle “casse” ha destato interesse la rete delle telecamere e delle centraline installate sulle paline idrometrice disseminate lungo il corso d’acqua. «dalle sessanta di pochi anni fa siamo passati ad oltre 140 – spiega Scagliola : una rete che permette di monitorare costantemente le acque in caso di necessità».

Apprezzata, anche, la nuova sede della Protezione Civile, a ridosso dei grandi invasi, e l’organizzazione sinergica dei Comuni che aderiscono al Cm, «esempio di collaborazione piena e fattiva per la salvaguardia del territorio» afferma l’assessore. «Il lavoro fatto in vent’anni su Canelli e lungo il Belbo è stato preso da esempio dalla Regione e dal gruppo di geologi – spiega con soddisfazione Flavio Scagliola -, segno che gli investimenti fatti e le scelte operate sono andate sempre nella giusta direzione».

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