Dimitri Tasso è pronto a conquistare uno scranno in Parlamento, abbracciando lo scudocrociato Udc. A 32 anni venne eletto primo cittadino della sua Montiglio (dove oggi è vice) ad inaugurare una
Dimitri Tasso è pronto a conquistare uno scranno in Parlamento, abbracciando lo scudocrociato Udc. A 32 anni venne eletto primo cittadino della sua Montiglio (dove oggi è vice) ad inaugurare una carriera politica che lo vede coordinatore nazionale Anci Unioni di Comuni nonché vice presidente Anci Piemonte e segretario provinciale (dal 2008) di quel partito che a 46 anni lo ha candidato in quarta posizione.
«LUdc si è sempre battuto, purtroppo invano, sul ripristino delle preferenze che lasciano scegliere i rappresentanti più vicini agli elettori» interviene Tasso, che prosegue. «La posizione che mi è stata assegnata denota rispetto per il nostro territorio e la mia persona. E evidente che in prima battuta non vi siano grandi possibilità di essere eletto. Molto dipenderà dal risultato del partito a livello regionale e nazionale».
Quali impressioni incontrando gli elettori?
«La gente appare sfiduciata e molti in effetti mi hanno chiesto il motivo di una campagna elettorale dai toni bassi. Essa però deve riassumere limpegno già dato, i risultati conseguiti e non lasciarsi infarcire da facili promesse dellultimo minuto. Insieme a Davide Arri e Francesco Garino (rispettivamente al 9° e 20° posto ndr) abbiamo puntato a testimoniare limportanza di essere presenti nelle istituzioni ed al tempo stesso di servire il territorio per dar voce ai cittadini senza facili populismi o, peggio, pseudo contratti già visti e disattesi di chi è stato al Governo negli ultimi anni».
Una voce dal Nord Astigiano da tempo troppo silente a Roma.
«Area che meriterebbe un rappresentante e, nel caso dovesse toccarmi il compito, mi impegnerei a fare rete coi rappresentanti delle altre aree svantaggiate simili alle nostre per la realizzazione di un programma speciale di interventi e valorizzazione per le zone che oggi stanno soffrendo maggiormente gli effetti di una politica federalista di nome, ma centralista di fatto».
Utile in questo lesperienza vissuta da amministratore.
«Il programma partirebbe proprio dalle esperienze dei piccoli comuni, dove la credibilità è ancora un valore aggiunto per attrarre investimenti. Fare tesoro dellesperienza e delle motivazioni dei tanti amministratori per mettere in rete il territorio con una voce forte ed un sistema efficace di relazioni per valorizzare le nostre colline coinvolgendo i principali attori del territorio. Compresa la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, oggi chiamata ad avere un ruolo sempre più strategico».
Ma i piccoli Comuni sono tra gli enti messi maggiormente a rischio sopravvivenza.
«La razionalizzazione nei piccoli comuni per assurdo, viste le scarse risorse, è avvenuta prima che nei grandi enti. Qui pochi addetti multifunzionali forniscono risposte precise e più puntuali che non nelle grandi realtà dove vige lo scaricabarile».
Operazioni di tagli proseguita nellultimo anno.
«Purtroppo il Governo Monti ha dovuto operare in fretta ed in emergenza. Molti provvedimenti adottati sono da rivedere. Soprattutto le autonomie locali che rispondono direttamente ai cittadini devono essere messe in condizione di operare anche alla luce del fatto che gli sprechi si annidano maggiormente nelle strutture ramificate. Lo sfoltimento prima ancora che negli enti deve essere sui compiti assurdi che questi devono fare e sulle sovrapposizioni tra loro».
Una candidatura più territoriale che politica.
«Credo che non ci siano partiti oggi immuni da bufere e tanto meno lUdc che rappresento. Per questo semplicemente credo che il voto possa avere una connotazione anche locale e nellAstigiano lUdc può meritare il voto alla luce delle caratteristiche dei rappresentanti che ha indicato per la Camera dei Deputati. Una maggior forza ai rappresentanti che si impegnano può essere utile per quando a nome del territorio rivendichiamo maggiore attenzione».
Maurizio Sala