Un ristorante panoramico sul Tanaro?Ecco i progetti per riportare gli astigiani sul fiume
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Un ristorante panoramico sul Tanaro?
Ecco i progetti per riportare gli astigiani sul fiume

Abbattimento della vegetazione sulle sponde del Tanaro da San Fedele ad Annone con creazione di piste da percorrere a piedi o in bicicletta per un turismo a dimensione di famiglia a km 0; istituzione

Abbattimento della vegetazione sulle sponde del Tanaro da San Fedele ad Annone con creazione di piste da percorrere a piedi o in bicicletta per un turismo a dimensione di famiglia a km 0; istituzione di un corso sulla cultura del fiume all’Utea; progetto di un ristorante panoramico sulla torre di Fava e Scarzella con annesso museo del Tanaro. Sono questi i tre progetti che gli assessori Bagnadentro (Lavori Pubblici), Pasta (Ambiente) e Parodi (Sport) hanno selezionato fra i dodici presentati nei giorni scorsi durante una tavola rotonda organizzata dall’associazione Comunica nell’ambito della rassegna Verdeterra, quest’anno dedicata al tema dell’acqua. I progetti, hanno sottolineato gli amministratori comunali, erano tutti molto belli e suggestivi, e la scelta è stata fatta sulla loro fattibilità in termini di risorse e tempistiche.

La prima idea è stata presentata da Valentino Aloi, storico residente di San Fedele che ha proposto una riqualificazione delle sponde del Tanaro dal quartiere fino a Quarto ed Annone recuperando innanzitutto una vista del fiume sfrondando alberi e arbusti che attualmente la coprono per passare poi, con un minimo intervento dei lavori pubblici, a realizzare piste e luoghi in cui le famiglie possono fruire del fiume per pic nic e passeggiate in totale economicità. Quella del corso Utea per fare cultura sul fiume è un’idea di Luciano Montanella, presidente del Comitato Borbore e Tanaro, che ritiene sia importante riconquistare memoria e tradizione di quella parte della città insieme a progetti attuali.

Quello più articolato è invece il progetto presentato dall’architetto Roberto Nivolo. Un’idea che prevede un fortissimo coinvolgimento di un privato, il signor Fava proprietario dell’area caratterizzata dalla storica torre ora in disuso. Se il Comune assicurasse celerità in un percorso di recupero di tutta l’area (che comprende anche alcuni capannoni), il privato si impegna a cedere uno degli immobili alla comunità fluviale per realizzare il tanto sospirato museo del Tanaro che verrebbe a trovarsi all’ombra del primo ristorante panoramico della città in cima alla torre.

Altre proposte erano state presentate da Claudio Bruno come Arcipesca (usare gli scavi di cava per realizzare laghetti per la pesca sportiva e incrementare il numero di guardie volontarie a controllo delle sponde); da Anna De Grandis (una pista ciclabile e pedonabile da Asti ad Alba); da Michele Miravalle, candidato alle regionali ed ex canoista (realizzazione di una piattaforma che consenta a disabili ed anziani di andare a pescare); da Gianfranco Miroglio ex presidente dell’Ente Parchi (rilancio del progetto del Sic dello stagno di Belangero); da Pier Giorgio Pascolati, architetto (pista ciclabile ad anello che parta da Trincere, attraversi i due ponti e i laghetti, asfaltata ed illuminata che possa essere utilizzata anche per gli allenamenti in sicurezza dei giovani atleti astigiani); da Marco Pesce, architetto (un parco “in progress” dove, ogni anno, si aggiunge qualcosa organizzando continuamente eventi per portare la gente sulle sponde del fiume); da Giancarlo Trafano, fotografo del fiume (riapertura di un accesso al fiume dalla sponda destra). L’amministrazione comunale, che ha scelto ed avallato i tre progetti, ha un anno e mezzo di tempo per realizzarli.

Daniela Peira

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