«Mi sono chiesto e continuo a chiedermi quale sia il banale motivo o la sottile strategia che ha indotto lamministrazione attuale a questo totale immobilismo; non credo che ciò sia dovuto al
«Mi sono chiesto e continuo a chiedermi quale sia il banale motivo o la sottile strategia che ha indotto lamministrazione attuale a questo totale immobilismo; non credo che ciò sia dovuto al timore di sottoporre il proprio operato alle critiche dellopposizione, tenuto conto del fatto che in sostanza una vera opposizione non esiste più, essendo venuto meno il campo su cui confrontarsi». Inizia così la lunga lettera che il consigliere di minoranza Maurizio Lattanzio (Lista Civica) ha scritto al nostro giornale per spiegare i motivi per cui si è rifiutato di partecipare allultimo Consiglio, convocato giovedì sera, e per cui non tornerà in aula «fino a quando non ci saranno pratiche degne di questo nome, che si occupino della città e dei cittadini».
Allordine del giorno solo interpellanze e mozioni della minoranza, nessuna proposta della Giunta, particolare che Lattanzio considera molto grave «come se la città scrive non avesse bisogno di nulla, come se tutto fosse a posto, se ogni cosa funzionasse, se tutti i servizi fossero perfetti, se i marciapiedi fossero specchiati, le strade senza buche, i porfidi levigati, gli edifici scolastici perfettamente mantenuti, etc.». Partendo da qui il consigliere (già assessore al Bilancio durante la Giunta Galvagno) fa alcune riflessioni, anche ironiche, sul perché lamministrazione non abbia portato pratiche in aula.
«Non posso pensare che la crisi, con la sua inquietante presenza, abbia indotto il sindaco a non toccare nulla per non violare i delicati equilibri economici su cui si basa il precario bilancio della tartassate amministrazioni locali commenta né posso pensare che strategicamente si sia fatta la scelta di non fare nulla in modo tale da non sbagliare nulla. Naturalmente non mi ha neanche sfiorato lidea che lattuale amministrazione in realtà stia fallendo proprio nellunico impegno che aveva assunto con i cittadini in campagna elettorale e cioè quello di amministrare la città molto meglio di qualsiasi altra amministrazione che labbia preceduta, cosa che sinora devo dire non mi pare si possa sostenere». Quindi Lattanzio ricorda la vicenda del sindaco nel CdA della Cassa di Risparmio «che grida ancora vendetta ma sulla quale è stato steso anche dal PD locale un velo pietoso» ma segnala anche fatti più recenti «come il viaggio in Albania, i parcheggi blu del tribunale e le multe per i ticket scaduti».
Lattanzio ne ha anche per gli assessori «che si fanno fotografare trionfanti allinaugurazione di opere che però non sono farina del loro sacco, ma delle precedenti amministrazioni (ricorda, in particolare, il tempio crematorio al cimitero ndr) mentre tutti i piccoli lavoretti su marciapiedi e porfido continuano ad essere quelli deliberati ed appaltati dalla mia amministrazione, anche perché il Piano delle opere in vigore è quello del 2013 che prevedeva investimenti per somme misere». Lattanzio lamenta lassenza del bilancio preventivo del 2014 «il cui termine di approvazione è stato spostato a luglio» definendolo «una chimera». «Il Comune continua a spendere in dodicesimi sulla base del bilancio dellanno precedente con il rischio concreto aggiunge il consigliere di spendere molto di più di quello che in realtà il bilancio 2014 consentirà di poter fare; ma su questo tutti tacciono, anche lopposizione».
In definitiva la lettera termina con alcune considerazioni sullattuale campagna elettorale «dove tutti i partiti di destra, di centro e di sinistra sono impegnati a collocare i propri puledri di razza nei posti migliori delle varie liste e poco importa se la città è sporca, i negozi chiudono, se lemergenza abitativa è aggravata da fatti di rilevanza penale sconcertanti, che meriterebbero seri approfondimenti in Consiglio comunale, se le modifiche alla TASI consentiranno nuovi aumenti di imposte locali, se le tariffe aumenteranno, se gli stalli bianchi diventano blu e quelli blu non diventano mai bianchi, se nonostante le direttive ministeriali il sindaco ordina di multare lo stesso i cittadini per chi sfora il tempo dei parchimetri e via dicendo».
Riccardo Santagati