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Vaccinazioni e scuola: il Piemonte pensa a una sua legge

Si pensa di mantenere l'obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i bimbi ai nidi e alle scuole dell'infanzia anche per il prossimo anno scolastico

Vaccini: il Piemonte prepara una sua legge restrittiva?

Quella che per molti si sta trasformando in una guerra tra la scienza ufficiale e i cosiddetti “genitori informati” (padri e madri no-vax contrari all’obbligatorietà dei vaccini) potrebbe convincere la Regione Piemonte a legiferare per suo conto mantenendo così l’obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i bimbi, da 0 a 6 anni, ai nidi e alle scuole dell’infanzia anche per il prossimo anno scolastico.

La conferma che si sta lavorando in tal senso arriva da Antonio Saitta, assessore regionale alla sanità e coordinatore nazionale della comissione salute delle Regioni. Saitta, intervenendo sul quotidiano on line Lo Spiffero, contesta la decisione presa dal Governo pentaleghista di rinviare di un anno l’obbligo di presentare la certificazione vaccinale inserito con un emendamento al Decreto Milleproroghe.

L’appello dell’Ordine dei Medici

Una decisione criticata da più parti, a cominciare dall’Ordine dei Medici che tramite il suo presidente Filippo Anelli ha commentato: “Lanciamo un appello al Parlamento perchè rispetti la scienza. L’emendamento – precisa Anelli – non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni”.

Il tema è caldo e fa discutere, ma non è un mistero che il Movimento 5 Stelle abbia più volte espresso perplessità sull’obbligo vaccinale per accettare le iscrizioni nelle scuole. Eppure, proprio nel M5S, si registra una spaccatura basata proprio sulla validità della scienza: la senatrice Elena Fattori non si è allineata alla vox del suo gruppo e neanche il collega deputato Giorgio Trizzino, anch’egli pentastellato, direttore all’ospedale civico di Palermo.

“Prima di qualsiasi vincolo sociale bisogna che venga rispettato l’obbligo alla tutela della salute propria ed altrui. – scrive su Facebook Trizzino – Quindi non si ritenga che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull’obbligo a vaccinare i bambini. O che si ritengano inutili le vaccinazioni in età neonatale! O che con la scusa di una ‘corretta informazione’ sia ipotizzabile una qualsiasi forma di deroga sul tema dell’obbligo vaccinale. Da quasi 40 anni lavoro in un ospedale pediatrico ed ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite ecc, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche”.

Saitta: “Le competenza è delle Regioni”

L’assessore regionale Saitta contesta sia il metodo che il merito del provvedimento: “La competenza sulla Sanità, checché ne dicano, è delle Regioni. – replica dal sito de Lo Spiffero – Prendere provvedimenti estremamente importanti come quello sui vaccini senza condividerli con loro è un atto incomprensibile, assai discutibile e che manifesta una chiara impronta dirigista nazionale. Certo stupisce che questo accada con al Governo una forza politica che dell’autonomia ha sempre fatto un suo cavallo di battaglia”.

Grazie alla recente legge che prevede l’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione alle scuole il Piemonte ha raggiunto una copertura del 95% dei bambini. Analoga decisione del Piemonte potrebbe essere presa anche dalla Regione Toscana e, probabilmente, anche da altre.

Il Ministro Grillo: “E’ stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie”

A complicare la querelle arrivano le parole del Ministro della Salute Giulia Grillo che, ancora una volta su Facebook, replica alle accuse rendendo però il caso ancora più bizzarro.

“Ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. Nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale”.

Ma se è stata sospesa per un anno, fino al 20019/2020 la forma sanzionatoria che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne, vuol dire che i bimbi non vaccinati potranno quindi frequentare nidi e materne senza alcuna sanzione. Siamo forse davanti al primo caso nazionale di obbligo-facoltativo? Quindi, anche senza certificato, le scuole dovranno accettare le iscrizioni dei bambini non vaccinati con buona pace dell’impianto della Legge Lorenzin.

Intanto, tra meno di un mese, i bambini non vaccinati torneranno (forse) a scuola.

 

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