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Vaglierano d’Asti: abitanti in piazza per difendere la loro banca

Da metà ottobre annunciata l’apertura solo tre giorni la settimana. Nei residenti della frazione, soprattutto i più anziani, la paura che sia il primo passo verso la chiusura

In piazza per difendere la loro banca da un’apertura a singhiozzo che, temono possa essere l’anticamera della chiusura definitiva. Così come era già accaduto per l’ufficio postale.
Sono i cittadini della frazione Vaglierano, particolarmente preoccupati dalle notizie che giungono dalla filiale della Cassa di Risparmio di Asti storicamente presente in frazione: a partire da metà ottobre dividerà i giorni di apertura con la filiale di Tigliole. Tre giorni a Vaglierano e due a Tigliole.
E gli abitanti non ci stanno.
Perchè si tratta di una filiale piccola, vero, ma importantissima per la frazione astigiana abitata in prevalenza da persone anziane.
Intanto vi è una situazione logistica di non poco conto da superare.
A spiegarla è Giuseppe Demita, storico (ex) presidente di circoscrizione ancora oggi punto di riferimento per la frazione: «I locali della filiale della Cassa di Risparmio sono piccoli e con le norme anti Covid si deve passare una o due persone alla volta. Se rimangono aperti solo tre giorni, aumenteranno i clienti ad ogni apertura e si formeranno code in strada. Quindi dobbiamo aspettarci anziani che aspettano in piedi, sotto il sole o al freddo o sotto la pioggia per ore?».
La soluzione è sotto gli occhi di tutti ed è rappresentata da un passaggio ai conti on line. Ma se di fronte uno ha clienti anziani e per nulla “pratici” di smartphone e internet banking, è facile capire come queste persone non sappiano come rimediare. Non tutte hanno figli o nipoti “digitali” cui affidare la gestione dei loro conti e non tutti, per svariati motivi, hanno piacere di far conoscere le loro situazioni patrimoniali ad altri.
La maggior parte dei clienti anziani ha disposto l’accredito della pensione in banca, dopo la chiusura dell’ufficio postale, e questo la rende un servizio indispensabile.
Perchè sotto alla riduzione delle aperture da 5 a 3 giorni, c’è una grande paura: quella che possa preludere alla chiusura definitiva.
«L’abbiamo già visto con l’ufficio postale – racconta uno dei residenti in piazza – Prima avevamo l’ufficio a Vaglierano Alto e Vaglierano Basso, poi hanno cominciato a ridurre giorni e orari di apertura fino a che li hanno chiusi entrambi e ora, per andare in posta, dobbiamo spostarci fino a Baldichieri (anche lì nei giorni in cui è aperto) oppure ad Asti per fare code di mezze giornate».
La filiale di Vaglierano, poi, non è frequentata solo da residenti, ma anche da molte persone di passaggio, trovandosi in un punto strategico e questo rappresenta anche un piccolo indotto commerciale per i negozi che si affacciano sulla via della banca.
«Qui i negozi sono più un servizio sociale che commerciale – prosegue Demita – per gli anziani è importante che restino aperti ma se si toglie loro anche quel po’ di passaggio che li aiuta a sopravvivere, significa proprio condannarli alla chiusura. E questo significa togliere indipendenza e autonomia a molte persone che non guidano o non se la sentono più di prendere i mezzi pubblici». Che poi sono molto limitati anch’essi.
«Noi non riusciamo a capire le ragioni di questa contrazione di servizio – si chiedono gli abitanti – perchè non è che qui non lavori questa banca. In paese siamo 1300 abitanti e dopo la chiusura della Posta tutti hanno spostato il conto qui e se a questo si aggiungono i clienti di passaggio, non si spiega questa decisione».
Tante le firme raccolte in calce ad una petizione che verrà inviata ai vertici della Cassa di Risparmio di Asti affinchè torni sulla sua decisione.

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