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Vendemmia 2023: diminuisce la quantità, tiene la qualità

Gli effetti del cambiamento climatico sono una variabile determinante

Per la prima volta, dopo sette anni, l’Italia ha perso la leadership come produttore di vino in Europa e nel mondo, con una produzione stimata di 43,9 milioni di ettolitri, in calo del 12% rispetto al 2022, mentre la Francia è diventata il primo produttore con 45 milioni di ettolitri (+1,5% rispetto all’anno precedente).

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base delle previsioni aggiornate del Copa Cogeca, l’Organizzazione di rappresentanza degli Agricoltori e delle Cooperative Europee.

Sempre più la vitivinicoltura si trova a fare i conti con il clima. A pesare, nei diversi areali europei, sono stati l’inverno secco, gli eventi grandinigeni e le inondazioni. Rispetto alla vendemmia 2022, in Austria è stato registrato un calo della produzione del 6%, in Grecia del 23%, in Croazia del 31% e in Slovacchia del 20%.

“Il vino Made in Italy, tuttavia, conferma il successo nell’export, anche, in Francia con un balzo del +21% in valore delle esportazioni nei primi sette mesi del 2023 (elaborazioni Coldiretti su dati Istat) – spiega Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo e Presidente Coldiretti Asti. – A vendemmia ormai completata, si attende una produzione di alta qualità per la filiera vitivinicola piemontese, che conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata e vanta 42 Doc e 17 Docg”.

“In Italia, il vino rappresenta, fuor di dubbio, un patrimonio importante sia dal punto di vista storico, culturale ed economico sia turistico ed occupazionale – aggiunge il Direttore Coldiretti Asti Diego Furia; – per questa ragione, va difeso da superficiali timbri ideologici, basati/derivanti da un assai limitato e circoscritto campione territoriale che insiste nel nord Europa, ove sarebbe più opportuno ed efficace intervenire nella corretta formazione/informazione culturale nonché nella puntuale educazione al consumo. Altro valore aggiunto, che caratterizza la nuova stagione del vino italiano, è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing e il rapporto sempre più diretto con i consumatori”.

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