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Viatosto a caccia di un trionfo che manca dal 1980

Tre le vittorie conquistate in abbinata con Don Bosco

Con l’attuale denominazione di Borgo Viatosto, assunta nel 1981, il Comitato collinare a nord di Asti non ha mai vinto il Palio. Nella sua storia però, a partire dal 1967, anno della ripresa della manifestazione, Viatosto ha partecipato a quattordici edizioni della corsa in abbinata con il Borgo Don Bosco, conquistando per tre volte il Drappo.

Il primo successo è datato 1967, anno in cui il Palio rivide la luce dopo una lunga interruzione. Debutto col botto, Rettore Giacinto Occhionero e fantino Pietro Altieri sul purosangue Gavin. Finale dominata nella sua totalità ed un trionfo che suscitò grandissimo entusiasmo. Nei tre anni successivi Don Bosco-Viatosto non riuscì ad approdare alla finale, traguardo che invece centrò nel 197, coronando la propria partecipazione con la conquista del secondo Drappo.

Rettore ancora Giacinto Occhionero, che ingaggiò quale monta Nino Manca affidandogli il purosangue Via Veneto. Dopo una batteria superata senza patemi particolari, l’accoppiata si trovò a fare i conti in finale con un rivale quanto mai ostico, San Martino San Rocco, favorito della vigilia con il fantino Sergio Ruiu su Tom Jones. E fu proprio l’accoppiata biancoverde a scattare in testa, conducendo per un giro e mezzo. Affaticato dallo sforzo precedentemente compiuto in batteria Tom Jones rallentò il passo e Manca prontissimo si portò al comando. Respingendo l’attacco in extremis portatogli dalla Cattedrale, il duo Manca-Via Veneto regalò a Don Bosco-Viatosto il secondo trionfo in cinque edizioni della corsa.

Il Rettore Occhionero dopo la non brillante partecipazione al Palio 1972 passò la mano e gli subentrò Pietro Sodano. Quest’ultimo guidò il Comitato fino al 1977. In cinque partecipazioni solamente una finale disputata però, quella del 1976, con vittoria sfiorata dal fantino Mauro Finotto sul purosangue ribattezzato Giacomino. Due giri al comando prima della caduta alla penultima curva, con lo scosso a chiudere in quarta posizione.
Il testimone passò nel 1978 da Pietro Sodano all’istrionico ed indimenticabile Lino Famiglietti. Debutto con eliminazione in batteria e identico negativo risultato nel 1979.

Due anni di preparazione prima della grande impresa del 1980, messa a segno dal compianto Mariano Zedda sul purosangue Skat. A dare una mano a Don Bosco-Viatosto nell’ultimo atto della manifestazione fu l’accanita rivalità tra Spiga (Tanaro) e Ruiu (San Rocco). Zedda a metà del secondo giro si portò a condurre. Spiga, sull’affaticato Stellage, aspettò Ruiu (Mec) per regolare alcuni conti in sospeso. Tra i due litiganti a godere fu quindi il fantino col giubbetto gialloblu, che volò verso il trionfo, il terzo per Don Bosco-Viatosto dall’anno della ripresa.

Nel 1981 Don Bosco e Viatosto divorziarono: accanita disputa sull’attribuzione dei colori, con Don Bosco a conservare il giallo ed il blu mentre Viatosto optò per il bianco e l’azzurro. Famiglietti venne confermato al timone del Comitato “collinare”. Dopo un’annata “storta” (1981), Mariano Zedda su Mister Volo regalò a Viatosto la terza posizione in finale. Lino Famiglietti restò alla guida del Comitato biancazzurro fino al 1990, con risultati altalenanti. Settimo posto nel 1983 con Mauro Finotto su Bertalle Rullo, ma finale sfumata l’anno successivo. Viatosto tornò protagonista nel Palio del 1985, quando Rinaldo Spiga su Va Pensiero disputò un’ottima finale chiudendo al terzo posto. Famiglietti, ambizioso e battagliero, non smise mai di inseguire il trionfo e con Tonino Cossu, detto Cittino, su Ghalibaf, parve sul punto di conquistarlo nel 1986. Costò cara ai biancazzurri un’incertezza alla mossa della finale di “Cittino”, che si rese quindi protagonista di un formidabile recupero senza però andare oltre la quarta posizione. La delusione fu grande: il Rettore di Viatosto perdette molti degli stimoli che fino a quel momento lo avevano spinto non riuscendo più a superare la batteria negli ultimi quattro anni del suo mandato (1987-1990).

Le redini del Comitato “viatostino” passarono nelle mani di Bruno Gerbaldo, altra figura di spicco che soltanto un mese e mezzo fa ci ha purtroppo lasciato. Tre anni con una sola finale, quella del 1993, fantino Martin Ballesteros sul purosangue Brio: sesto posto in finale. Gli anni dal 1994 al 1996 furono contrassegnati dal rettorato di Alberto Risso. Bilancio positivo, con il costante raggiungimento della finale. Nel 1994 Martin Ballesteros si piazzò quinto montando Slavi, sfiorando la vittoria l’anno successivo (piazza d’onore) cedendo unicamente allo scosso di Moncalvo. Il Pampero ci provò ancora nel 1996, ma alla luce dei lampioni di Piazza Alfieri non riuscì a far meglio della settima posizione. Non fu fortunata la parentesi, durata un biennio, di Mauro Gandolfo quale nocchiero di Viatosto. Finali sfumate in entrambe le edizioni.

Toccò quindi a Rocco Lorenzo andare ad occupare la poltrona di Rettore. Debutto poco felice (1999) con eliminazione in batteria, ma riscatto nel Palio del Giubileo (2000) con terzo posto di Giuseppe Ortu su Peperina, alle spalle di San Secondo e Santa Maria Nuova. Nel Palio ordinario dello stesso anno venne riproposta l’identica accoppiata. Ortu cadde in batteria, ma la sua cavalla scossa riuscì ugualmente a qualificarsi per la finale. Viatosto scelse Fais per rimpiazzare Ortu e il diciannovenne fantino di Siamanna si comportò ottimamente conquistando gli speroni (terzo posto).

Seguirono annate quanto mai problematiche per il Borgo collinare. Il rettorato di Rocco Lorenzo durò per altri sei anni, ma per svariati motivi, non ultimo la malasorte, il superamento della batteria restò sempre un miraggio. Il testimone alla conduzione del Comitato passò poi nelle mani di Roberto Boero (2007).
La situazione non migliorò: impegno costante ma risultati non entusiasmanti. Quattro Palii scivolarono via senza sussulti e per ritrovare Viatosto protagonista si dovette attendere il 2011. Fu il fantino Gianluca Mureddu, detto Filuferro, ad interrompere l’attesa della finale da parte dei biancazzurri. Buona la partenza, seguita però dall’arretramento nelle posizioni di rincalzo. L’avventura si chiuse con l’ottenimento del settimo posto.

Nulla da fare nel 2012 e 2013, ma nel 2014, ancora con Mureddu, altra finale conquistata e archiviata con un sesto posto. Roberto Boero completò nel 2017 il suo lungo mandato nelle vesti di Rettore, undici anni, senza però riuscire nelle tre ultime annate paliesche a superare l’ostacolo della batteria. Nelle edizioni 2018 e 2019 della corsa il Borgo biancazzurro ha avuto quale massimo esponente Giovanni Binello. Due edizioni contrassegnate da una eliminazione in batteria il primo anno e dalla finale raggiunta nella successiva edizione grazie ad Alessio Migheli, detto Girolamo, su Red Riu, esperienza conclusasi con il raggiungimento della sesta posizione.