Appello per i profughi di Villa Quaglina: servono indumenti e mobili
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Appello per i profughi di Villa Quaglina: servono indumenti e mobili

Le notizie che stanno passando nei telegiornali nazionali sulla situazione di grande instabilità politica e militare in Siria hanno una ricaduta diretta anche sul territorio astigiano. Solo

Le notizie che stanno passando nei telegiornali nazionali sulla situazione di grande instabilità politica e militare in Siria hanno una ricaduta diretta anche sul territorio astigiano. Solo nell'ultima settimana nell'ambito del piano di ripartizione dei profughi che approdano alle coste meridionali dell'Italia, ad Asti sono arrivati prima un gruppo di 25 e poi di 28 cittadini siriani. Sono rimasti solo un giorno o due e poi sono ripartiti verso altre nazioni europee dove li attendevano amici, parenti, comunità di connazionali.

Ad Asti arrivano tutti a Villa Quaglina, la struttura diocesana attrezzata come centro di prima accoglienza (e poi di permanenza per chi decide di rimanere) gestito dalla cooperativa sociale Coala. Ma i numeri degli arrivi stanno diventando insostenibili anche per i più organizzati. «Villa Quaglina, con i suoi attuali 43 profughi "stanziali" ospitati – spiegano i responsabili di Coala – ha raggiunto il massimo della sua capienza. Ogni volta che arrivano nuovi gruppi dall'aeroporto di Caselle, come è avvenuto la scorsa settimana, la situazione si fa critica».

Parte così un appello accorato a tutti i cittadini per la raccolta di indumenti, soprattutto scarpe da uomo, calze, biancheria intima e poi lenzuola, coperte, cuscini, asciugamani. Le persone che arrivano, infatti, sono senza bagaglio, hanno pochissime cose con sé e servono abiti di ricambio e almeno un altro cambio per il viaggio che, i più, riprendono verso il resto dell'Europa. Visto poi che Villa Quaglina è ancora in parte da arredare, sono bene accetti anche letti, reti e materassi da una piazza e armadi a due ante. Gradite anche biciclette per consentire un minimo di mobilità a chi rimane ospite della struttura.

Questo per quanto riguarda il materiale di prima necessità, ma l'appello si estende anche alle risorse umane: in particolare si cercano volontari che possano tenere qualche lezione di italiano per i profughi. Gli indumenti si possono consegnare direttamente a Villa Quaglina oppure in via Carducci 28 nella sede della cooperativa Coala.

Daniela Peira

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