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Villanova d’Asti esclusa dagli investimenti regionali nella sanità: sindaci in rivolta

A spalleggiare la rivolta del sindaco di Villanova anche il presidente della provincia Paolo Lanfranco, in qualità di sindaco della vicina Valfenera e i sindaci di Cellarengo, Dusino San Michele, San Paolo Solbrito

Sindaci contro e sul piede di guerra nel Pianalto Astigiano. Il nuovo piano della regione per le strutture sanitarie di prossimità che ha escluso Villanova d’Asti dall’elenco degli investimenti del PNRR ha scatenato non solo malumori ma vera e propria indignazione.

La polemica si è fatta concreta con la convocazione ieri, lunedì, di una conferenza stampa in municipio da parte del sindaco di Villanova, Christian Giordano, alla quale hanno partecipato i sindaci del distretto, Cellarengo, Dusino San Michele,  San Paolo Solbrito e Valfenera, per concordare un’azione comune di opposizione alle decisioni regionali.

«Non trovo una ragione valida – ha dichiarato Giordano – né politica, né tecnica, né economica che, a fronte di un investimento mastodontico di 430 milioni di euro per la sanità, possa lontanamente giustificare questa scelta scellerata da parte della giunta regionale e si sia scelto di non dare a questo territorio quella struttura sanitaria che ci era già stata negata con la bocciatura del progetto della casa della salute. Villanova ne ha assolutamente bisogno, così come i comuni vicini. E quello che mi fa specie è che la direzione dell’Asl mi conferma che ha richiesto per Villanova una delle case di prossimità necessarie all’Astigiano».

A Villanova la regione ha preferito Calliano, nome che non era mai emerso prima, almeno fino alla decisione finale resa pubblica dall’assessorato alla sanità.

A spalleggiare la rivolta del sindaco di Villanova anche il presidente della provincia Paolo Lanfranco, in qualità di sindaco della vicina Valfenera. «Per noi non fa molta differenza rivolgersi a Villafranca (altra cittadina scelta per una delle case di prossimità del piano regionale, ndr) o a Villanova ma è la scelta dell’esclusione di quest’ultima che non è accettabile – spiega Lanfranco – si è sempre detto che Villanova doveva essere risarcita per la mancata realizzazione della casa della salute e perché un territorio fortemente industrializzato ha bisogno di servizi sanitari territoriali adeguati. Stiamo parlando di un investimento di poco meno di un milione di euro. Veniamo da anni difficili con il piano di rientro regionale che ha prosciugato le risorse. Se perdiamo il treno del PNRR non si riparlerà di nuovi investimenti a Villanova per i prossimi quindici anni. Quella regionale è una decisione che non ho difficoltà a definire vergognosa».

I sindaci hanno deciso di firmare una lettera per contestare la delibera regionale. «Avremo modo, insieme a tutti gli altri sindaci, in rappresentanza dei cittadini, di contestare alacremente la scelta regionale e inviteremo, attraverso i canali ufficiali, a modificare il piano sanitario perché venga riconosciuta la giusta dignità a questo territorio», ha concluso Giordano.

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