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Solidarietà

Villanova d’Asti, gara di solidarietà per l’Ucraina: si mobilita tutto il Pianalto

A Villanova sono arrivati da tutti i paesi del Pianalto con le donazioni raccolte a Dusino San Michele, a San Paolo Solbrito, a Valfenera, a Cellarengo, ma anche da Asti e da fuori provincia

Circa 10 tonnellate totali consegnate al centro logistico di Cumiana, dal quale partirà per Baia Mare, in Romania: 532 scatole di prodotti alimentari, medicinali, 2 passeggini, 4 stampelle, moltissimi prodotti farmaceutici (garze, lacci emostatici, siringhe, disinfettanti), un numero considerevole di prodotti intimi, pannolini ed assorbenti, 394 coperte. E’ questo il resoconto che Christian Giordano, sindaco di Villanova d’Asti ha tracciato alla fine delle due giornate, venerdì 4 e sabato 5 marzo, in cui Palazzo Richetta è rimasto aperto per la raccolta “Uniti per l’Ucraina”, promossa dal Sermig di Torino che ha subito ricevuto un’incredibile risposta dai vari territori.

A Villanova sono arrivati da tutti i paesi del Pianalto con le donazioni raccolte a Dusino San Michele, a San Paolo Solbrito, a Valfenera, a Cellarengo. Ma c’è chi è arrivato anche da Pralormo, fuori provincia, e poi da Cisterna e da Asti. Cinque studenti dell’Istituto Vercelli si sono fermati per tutta la mattinata di sabato per dare una mano a caricare il tir messo a disposizione da un villanovese che non vuole essere citato. Una gara di solidarietà a cui hanno partecipato Caritas, volontari della Protezione Civile, dell’Avis e delle associazioni locali che l’assessore Giuliano Margari ha coordinato e diviso in turni.

«Tanti volontari intervenuti, come da programma o improvvisati, perché fare del bene non sempre deve essere pianificato – ha commentato Giordano – un ringraziamento doveroso va alla Caritas per il sostegno, ma anche alle tantissime persone che si sono prestate nel dare una mano in ogni forma, ai negozi che hanno aderito. Un grazie a coloro che hanno dato un sostegno in qualsiasi forma: questi due giorni sono sembrati normali, come una volta, forse perché abbiamo la fortuna di vivere in pace, come tutti meriterebbero».

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