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Villanova, l’ecoborgo bloccato da un palo del telefono

Contenzioso fra proprietari e Telecom per rimuovere un palo dal terreno destinato a nuove costruzioni ad elevato risparmio energetico

Va spostato per demolire una casa

Cantiere fermo per il mancato spostamento di un cavo Telecom. E’ quanto accade a Villanova d’Asti, dove i fratelli Giuseppe e Piero Bosco, proprietari di un immobile in strada per Valfenera 15, attendono ormai da mesi che l’azienda di telecomunicazioni provveda a spostare dalla facciata del loro immobile un cavo telefonico. «Dobbiamo partire con la demolizione dell’edificio – spiega Piero Bosco – in quanto abbiamo già una proposta di acquisto, da parte di un privato sul borgo che dovrà sorgere al posto della vecchia casa. La pratica è già stata approvata in Comune e anche se manca ancora la convocazione della conferenza dei servizi, l’abbattimento dell’esistente sarebbe già possibile, se non fosse per quel maledetto cavo».

Villaggio ad elevato risparmio energetico

Al posto del vecchio edificio e sull’area urbanistica di loro proprietà, i fratelli Bosco hanno in progetto l’edificazione di un piccolo borgo ad elevato risparmio energetico. «Il progetto prevede la realizzazione di quattro nuove costruzioni, tutte realizzate con materiali e tecniche innovativi e a bassissimo impatto ambientale – spiega Giuseppe Bosco – Sarà il primo borgo del genere su questo territorio e avendo già un acquirente interessato al progetto, sia noi che l’impresa con la quale abbiamo preso accordi, abbiamo tutto l’interesse a partire al più presto con il cantiere».

Si chiamerà Ecoborgo Tre Case

Le abitazioni di prossima costruzione saranno in classe energetica A3, ma con la possibilità di arrivare anche in classe A5, a seconda dei materiali e dei moduli scelti per le finiture. L’Ecoborgo Tre Case, come ribattezzato riprendendo l’antico nome che le mappe napoleoniche riportavano per questa zona di Villanova, sarà quindi un borgo all’avanguardia sul fronte del risparmio energetico e sorgerà su un progetto dell’arch. Riccardo Rosso di Montafia, con la collaborazione del geom. Fabio Adriano di Asti per la parte amministrativa. A realizzarlo sarà la Kampa di Merano, specializzata in case ecosostenibili pre-assemblate .

L’Enel ha già rimosso i suoi cavi

Sull’edificio da demolire gravava anche una servitù in favore dell’Enel, ma l’azienda ha già provveduto a rimuovere i suoi cavi diversi mesi fa. Resta Telecom a bloccare i lavori. Interpellata ad inizio 2019, l’azienda ha risposto affermativamente circa lo spostamento, ma con spese a carico dei proprietari dell’edificio, citando in suo favore diversi articoli di legge che i Bosco e il loro avvocato Jessica Cosseta, non ritengono applicabili nello specifico caso. «Il decreto legislativo 259 del 2003 e diverse sentenze di Cassazione successive confermano la nostra linea – spiegano i Bosco – Telecom ha ricevuto quella servitù in caduta da SIP senza che siano mai stati fatti accordi e in virtù della legge citata e del precedente decreto regio deve spostare a sue spese il cavo che interferisce con il nostro cantiere».

Si va per avvocati

I Bosco si sono rivolti all’avvocato Jessica Cosseta di Asti per aprire una vertenza legale con Telecom e intendono dare alla vicenda il massimo risalto possibile, interpellando oltre la stampa locale anche Striscia la Notizia e le altre trasmissioni televisive che notoriamente seguono casi di questo genere.
Ma, intanto, il loro cantiere resta fermo.

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