Monaca Giampiero conferenza stampa
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“Vogliamo risposte sul futuro della scuola di Serravalle e sul metodo Bimbisvegli”

Ieri la conferenza stampa organizzata dal maestro Giampiero Monaca, cui hanno partecipato genitori, consiglieri comunali e cittadini della frazione

Chiedono risposte sul futuro della metodologia didattica Bimbisvegli e della stessa scuola primaria “Donna” in cui è applicata da alcuni anni.
Parliamo del maestro Giampiero Monaca, “anima” di questa metodologia (nata 15 anni fa alla scuola Rio Crosio), dei genitori dei 53 bambini frequentanti, dei rappresentanti della comunità di Serravalle (in primis la Pro loco) e di alcuni consiglieri comunali di minoranza: Angela Quaglia (CambiAmo Asti), Maria Ferlisi (Pd), Davide Giargia (Movimento 5 Stelle) e Mario Malandrone (Ambiente Asti).
Ieri pomeriggio, infatti, si è tenuta una conferenza stampa per spiegare timori e iniziative di mobilitazione in difesa della metodologia.
Una metodologia che si basa su alcuni punti cardine: l’istruzione all’aperto, nella natura; la collaborazione di giovani migranti durante alcune lezioni; la pace come principio e insegnamento fondamentale. Ma che, da alcuni mesi, vede insegnanti e famiglie preoccupati per i segnali che arrivano dalla dirigenza del V Circolo didattico, cui appartiene la scuola. «Sono segnali – ha ricordato Monaca – che minano alla base la metodologia. Tra questi, il fatto che dal settembre 2019 non è stata riconosciuta come progetto scolastico ufficiale approvato dal collegio docenti del circolo, come in passato, per una dimenticanza che non è ancora stata sanata. E il fatto che ci è stato imposto di fare attività all’aperto entro 400 metri dalla scuola per motivi di sicurezza, cosa che diminuisce di molto le possibilità di attività che svolgevamo in passato”.

Le iniziative di mobilitazione

Nel corso della conferenza stampa sono state ricordate le varie iniziative di mobilitazione: l’interrogazione parlamentare dell’on. Federico Fornaro (Leu), l’incontro per informare della questione la parlamentare Pd Chiara Gribaudo, la lettera (firmata da 43 famiglie) inviata all’Ufficio scolastico regionale e quella spedita al Ministero dell’Istruzione dalla comunità educante di Serravalle. «La buona notizia – ha aggiornato il maestro Monaca, che ieri era al 27esimo giorno di sciopero della fame a sostegno della causa – è che sia io sia alcuni genitori siamo stati contattati dal Ministero, cui abbiamo chiesto di valutare se la metodologia ha diritto di proseguire nella scuola pubblica e se possa essere inserita tra le tante realtà di sperimentazione e di valorizzazione delle avanguardie educative e pedagogiche della scuola italiana».

L’interpellanza in Consiglio comunale

Altra iniziativa, l’interpellanza a firma dei quattro consiglieri comunali di minoranza presenti ieri, a sostegno del progetto didattico e della frazione. Il timore degli amministratori, infatti, è che se la metodologia didattica non potrà continuare, le famiglie opteranno per altre scuole, a parità di metodo di insegnamento, per cui la primaria “Donna”, perdendo iscritti, arriverà alla chiusura, con un ulteriore depauperamento dei servizi a Serravalle.
«Nell’interpellanza, che sarà discussa in occasione del prossimo Consiglio comunale – ha spiegato Angela Quaglia – chiediamo al Comune cosa pensa della medotologia didattica Bimbisvegli e, di riflesso, dell’attività dell’omonima associazione di volontariato che vi si ispira. Parimenti, chiediamo anche perché l’Amministrazione ha interdetto l’utilizzo della scuola, e dello spazio esterno prospiciente, per lo svolgimento del centro estivo Green campus, organizzato dall’associazione e in programma dal 5 al 29 luglio».

Il centro estivo

A parlare della questione centro estivo lo stesso Monaca, rimasto fortemente stupito del fatto che non è stato concesso l’uso della scuola e che il Comune di Asti non ha consentito di utilizzare l’area pubblica esterna all’edificio come punto di incontro per i controlli anti Covid prima di iniziare le attività nel bosco che si trova lì vicino.
“Parliamo di un centro estivo volto al recupero relazionale dopo i mesi difficili della pandemia – ha sottolineato Monaca – che, se fosse stato accolto nel piano della scuola estiva, sarebbe stato gratuito per le famiglie, in quanto coperto dai fondi ministeriali stanziati a questo scopo. Ciò non è stato possibile: in un primo momento perché la dirigenza ha affermato che sono in conflitto di interessi, in qualità di maestro e presidente dell’associazione di volontariato Bimbisvegli. Poi, come ha affermato il consiglio di Circolo, perché siamo in attesa della validazione della metodologia da parte del Ministero. Comunque sia, per non far ricadere il tutto sulle famiglie, abbiamo deciso la riduzione del costo del 20% rispetto all’anno scorso. Inoltre potremo usufruire della sede della Pro loco per le attività al chiuso”.

I genitori

Fortemente dispiaciuti e molto preoccupati i genitori dei bambini frequentanti la scuola (dal prossimo anno scolastico saliranno a 62), che hanno sottolineato la validità della metodologia, in linea con gli obiettivi educativi delle famiglie e con il programma didattico, approcciato in maniera diversa rispetto alla scuola tradizionale. “Non capiamo – ha affermato una mamma – il perché di questa situazione. Sappiamo che, come genitori, abbiamo il diritto di chiedere questa metodologia. Attendiamo risposte”.

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