Non sarà solo una straordinaria esperienza di servizio civile universale all’estero, ma anche l’occasione per approfondire ulteriormente il suo campo di studio e ricerca, ovvero l’antropologia. Con un taglio modernissimo, quello che riguarda la vita dell’espatriato.
Dove per espatriato non si intende uno delle centinaia di migliaia di migranti che scelgono l’Italia e l’Europa per cercare una vita migliore, ma si intende l’italiano o l’europeo che si dedica ad attività della cooperazione internazionale in aree di grande povertà e, spesso, di grande pericolo per la propria incolumità.
Tutto questo a partire al 10 agosto quando l’astigiano Andrea Silvestri partirà per il Senegal per il servizio civile internazionale. Il laureato astigiano è uno dei quattro italiani scelti dal CISV per questo progetto che durerà 12 mesi, 10 dei quali in loco e 2 in Italia di preparazione e di raccolta dati post esperienza. «Saremo impegnati in una zona di sviluppo rurale in cui si praticano ed insegnano coltivazione ed allevamento – spiega lo stesso Silvestri – In un’area, fra la Mauritania e il Mali, dove ci sono molte tensioni dovute a conflitti etnici che perdurano da tempo. La maggior parte delle missioni cui siamo destinati si terranno nel deserto».
Una sfida per l’antropologo astigiano che avrà la possibilità di tornare a casa una sola volta nei prossimi 10 mesi. Covid permettendo. «E’ il posto giusto per me che sto studiando il mantenimento della sicurezza delle missioni all’estero delle ONG. Il servizio civile sarà un’ulteriore esperienza diretta sul campo per capire come funziona esattamente la vita dell’espatriato al servizio delle Ong, sia esso un volontario o un cooperante all’estero».