Alti e bassi per il wi-fi in città«Meno hotspot, ma che funzionino»
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Alti e bassi per il wi-fi in città
«Meno hotspot, ma che funzionino»

L'appuntamento con PierPaolo De Fina, uno dei volti astigiani del Movimento 5 Stelle, è in piazza San Secondo. Sono le 15 e un po' di pioggia rende la piazza quasi deserta, quindi ideale per

L'appuntamento con PierPaolo De Fina, uno dei volti astigiani del Movimento 5 Stelle, è in piazza San Secondo. Sono le 15 e un po' di pioggia rende la piazza quasi deserta, quindi ideale per testare "al massimo" (senza eccessivi carichi dovuti a multipli collegamenti) il Wi?fi gratuito messo a disposizione dal Comune attraverso i vari hotspots. Per il M5S l'accesso gratuito alla rete è da sempre un cavallo di battaglia ma, ad Asti, anche un motivo di querelle con l'amministrazione accusata, in più occasioni e anche tramite un'interpellanza, di aver messo in piedi un servizio poco fruibile dai cittadini (meno ancora dai turisti), con segnale discontinuo, problemi di connessione e i cui punti di accesso sono poco identificabili per via di una scarsa segnaletica. De Fina ci mostra un primo test di connessione con l'hotspot collocato davanti al palazzo dell'INA: la velocità non è entusiasmante, sebbene il segnale sembra al massimo della portata. I problemi iniziano, però, quando ci spostiamo in corso Alfieri. Qui c'è un secondo hotspot il cui accesso ci risulta negato perché il sistema "riconosce" il computer ancora connesso al primo hotspot, impedendoci quindi l'autenticazione e la possibilità di continuare a navigare. Torniamo quindi indietro per riagganciare il Wi?Fi di piazza San Secondo che mantiene la connessione fino al centro di piazza Statuto.

In piazza Roma quale scegliere?
Un secondo tentativo di navigazione lo facciamo spostandoci in piazza Roma dove sappiamo esserci un altro hotspot, ma dove non c'è una chiara segnalazione dello stesso. Siamo quindi obbligati a girare tra i giardini e il vicino parcheggio in cerca del segnale. Ed è proprio tra gli stalli blu, nel centro del parcheggio, che troviamo la migliore copertura del Wi?Fi, sebbene, come sottolineato dal M5S, sarebbe logico che si potesse sfruttare soprattutto all'interno dell'area verde. Un ulteriore disagio per chi deve collegarsi è dato dal dubbio a quale Wi?Fi agganciarsi perché, proprio in piazza Roma, il computer portatile di De Fina identifica due reti apparentemente simili e gestite per conto del Comune: "cittàdiasti" e "COMUNEASTI?HotSpot". Qual è quello giusto? Non lo sappiamo e quindi andiamo a tentativi. Immaginiamo che un turista, in visita nel centro e magari con poche ore a disposizione per vedere Asti, possa trovare le stesse difficoltà che riscontriamo noi e, alla fine, si arrenda al fatto di non poter utilizzare il Wi?Fi comunale.

«Meno hotspots ma che funzionino»
De Fina ci ricorda che sul servizio è stata presentata un'interpellanza (8 settembre 2014) dall'allora capogruppo del M5S Gabriele Zangirolami. Spiega inoltre che il 31 gennaio di quest'anno anche il consigliere di maggioranza Clemente Elis Aceto si era reso disponibile ad effettuare le verifiche del caso, riscontrando criticità che vennero riportate in un dossier di cui fu informata la maggioranza. «Forse sarebbe il caso di mettere meno hotspots ma che funzionino come si deve, ? conclude De Fina ? anziché continuare ad installare accessi Wi?Fi, come nel caso del PISU, che poi avranno costi di manutenzione e, magari, gli stessi problemi di quelli esistenti».

Meglio così così, o niente?
«La scelta politica dovrebbe essere che se decido di dare un servizio devo fare in modo che funzioni ? commenta il consigliere Aceto (Indipendente) interpellato sulla questione ? Invece la scelta dell'amministrazione è stata quella di avere un Wi?Fi che funzioni così così, anziché non averlo affatto, e questo perché l'investimento annuale sostenuto dal Comune non potrebbe coprire i costi di un servizio migliore. Non sono d'accordo su questo modo di fare». Il consigliere Aceto ricorda che con il PISU è stata anche potenziata la fibra ottica comunale e spera che questo convinca l'amministrazione ad adottare le comunicazioni Voip (Voce tramite protocollo internet): «Ciò significherebbe un risparmio di costi sulle telefonate tra i vari uffici» aggiunge. Aceto che farà un nuovo sopralluogo sugli accessi degli hotspots. Poi si deciderà se e come intervenire per garantire la massima fruibilità del servizio a tutti gli interessati.

r.s.

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