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Yuca, la madrina con “Piemonte” nel nome

Yuca Yamashita è stata il volto e la testimonial della prima edizione della Dolce Valle

Protagonista della Dolce Valle

Tra gli specchi di Palazzo Ottolenghi non è passata inosservata Yuca Yamashita, sfiziosa madrina asiatica della Dolce Valle. Sorriso gentile e fisico minuto fasciato in un sorprendente vestito al sapor di torrone, Yuca è stata tra le protagoniste della cerimonia di chiusura della kermesse che lo scorso fine settimana ha riunito nella dolcezza le città di Asti e Alba. L’eleganza innata del portamento e i gesti delicati hanno fatto supporre a molti che la bella Yuca fosse una modella internazionale o un’attrice arrivata dal Sol Levante.

La “stilista del cibo” modella per un giorno

Niente di più falso, o quasi. Yuca, infatti, 42 anni, è sì originaria di Osaka in Giappone ma dal 2012 vive ad Asti con il marito Marco dove svolge il mestiere di «stilista del cibo». Docente all’Icif di Costigliole d’Asti, dove oltre al ruolo di interprete affianca gli chef per le lezioni di cucina agli studenti stranieri, Yuca scrive anche per riviste giapponesi specializzate in enogastronomia. La sua passione più grande resta però il “food stylist”. Ma di cosa si tratta? «In pratica creo ricette miscelando la tradizione italiana o piemontese a quella giapponese – spiega Yuca, invitata nella nostra redazione – Fotografo il piatto realizzato, cercando di comporre l’immagine affinché abbia un impatto gradevole e accattivante. Alla base, c’è sempre uno studio di proporzioni e colori, oltre che ovviamente di sapori. Dopo di ché propongo un abbinamento con vini tipici del territorio».

Ricette “fusion” tra Giappone e Italia

In questo modo è nato il tiramisù al té verde, con un tocco di oriente in un dolce tipico della tradizione italiana. Allo stesso modo, la “zuppa inglese” è diventata “made in Italy”, con l’introduzione del limoncello e della crema al pistacchio. Le ricette vengono proposte alle riviste giapponesi, paese in cui si riscontra sempre grande interesse e curiosità nei confronti della cucina italiana e dove i locali si dividono sulla base della provenienza geografica regionale: dal ristorante marchigiano a quello piemontese, appunto. «Amo sperimentare nuove ricette. I punti di contatto tra le nostre due culture culinarie sono svariati. Le materie prime sono simili e mi diverto a suggerire nuovi abbinamenti» aggiunge Yuca, la cui avventura in Italia è iniziata già nel 2002 con visite sporadiche, ma per la quale il Bel Paese sembrava già scritto nel destino. O quanto meno nel nome.

Piemonte nel cuore e…nel cognome

Il suo cognome “Yamashita” può essere infatti tradotto come “ai piedi del monte”, quindi “Piemonte”. «Curiosa coincidenza di cui sono molto orgogliosa – racconta Yuca – mi sono innamorata di questa terra e sono felice di vivere qui. Amo Asti. Ci sono mattine che mi sorprendo incantata a guardare le torri e i palazzi. E’ un peccato che come città non sia maggiormente promossa all’estero. Le potenzialità sono enormi». Da qui, l’idea di Yuca di organizzare tour enogastronomici per gruppi di giapponesi che contemplino Asti e che non sia solo una tappa di passaggio negli spostamenti tra Torino e Alba.

Lucia Pignari

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