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L’arbusto dalle bacche “di gomma”

Symphoricarpos albus. Ha un nome quasi impossibile da ricordare questo leggero e ondeggiante arbusto di origine americana dalle bacche bianche e gommose. Spicca per il suo temperamento socievole,

Symphoricarpos albus. Ha un nome quasi impossibile da ricordare questo leggero e ondeggiante arbusto di origine americana dalle bacche bianche e gommose. Spicca per il suo temperamento socievole, indipendente e temerario: cresce vigoroso insieme agli altri abitanti del giardino, in pieno sole, come in ombra fitta, in qualsiasi tipo di terreno e non teme il gelo. Discreta e riservata in primavera, a fine estate le sue bacche candide e velenosissime attirano sguardi curiosi e qualche pizzicotto. I nomi comuni più diffusi sono simporicarpo o sinforine, ma il più azzeccato è l’inglese snowberry, per via delle sue bacche candide che, se aperte, appaiono composte come da tanti granelli di neve.

I suoi frutti considerati tossici per l’uomo sono una ghiottoneria per cince, pettirossi, passeri, verdoni, fringuelli e piccoli animali selvatici che in inverno faticano a trovare il cibo. Chi ha la fortuna di possedere un piccolo giardino può creare una siepe mista, con sinforine, cotonaster, agrifoglio, rosa canina, euonimi, corbezzoli e biancospini, profumata in primavera e adornata di bacche colorate e “golose” in inverno. In vaso, l’arbusto dalle bacche “di gomma” si trasforma in una siepe leggera per concedere un po’ di privacy a balconi e terrazzi.

Il Symporicarpos albus è un arbusto deciduo della famiglia delle Caprifogliaceae cui appartengono una quindicina di specie originarie dell’America settentrionale. Le foglie sono allungate, i fiori minuti, a campanella, sono di color rosa chiaro. Il fusto sottile, leggero e ondeggiante si incurva sotto il peso delle bacche bianche, sferiche, gommose, velenosissime, raccolte in grappoli apicali che compaiono in estate e persistono tutto l’inverno. Si moltiplica per distacco dei polloni radicali in autunno e primavera. Può raggiungere i 2 metri di altezza e per contenere la sua vegetazione intricata è necessario sfoltire i rami e arieggiare i cespi nel periodo di riposo vegetativo.

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