A due mesi dall'omicidio di Manuelriapre la tabaccheria di corso Alba
Cronaca

A due mesi dall'omicidio di Manuel
riapre la tabaccheria di corso Alba

A due mesi e mezzo dalla tragica rapina in cui aveva perso la vita Manuel Bacco, riapre la tabaccheria di corso Alba. Dietro il bancone la moglie di Manuel, Cinzia, che raccoglie tutte le sue forze per ritornare nel negozio che, ogni momento, gli ricorda il brutale assassinio del marito, cui ha assistito. Stamattina “Bacco Tabacco” ha nuovamente tirato su le serrande, ma la paura nella giovane donna è la stessa del 19 dicembre…

Trema come una foglia, di paura, di emozione, di dolore ma non si tira indietro di fronte alle nuove e pesanti responsabilità che le sono piovute addosso da quella tragica sera del 19 dicembre. Lei è Cinzia, la giovane moglie di Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni assassinato alla vigilia di Natale da un rapinatore nel suo negozio di corso Alba, “Bacco Tabacco”. Una rapina finita nel peggiore dei modi, con la morte del tabaccaio raggiunto da alcuni spari esplosi dal rapinatore, sotto gli occhi di Cinzia.

Ora, a due mesi e mezzo di distanza da quel fatto che ha scosso la città, la tabaccheria finalmente riapre. Oggi, mercoledì, era il primo giorno di serranda alzata, fra la solidarietà e la curiosità dei residenti del popoloso quartiere in cui Manuel era nato e vissuto, conosciuto da tutti visto che la tabaccheria apparteneva prima a sua madre. In tabaccheria, insieme a Cinzia, c’è la madre Adriana, che è stato il suo sostegno in questi ultimi due mesi e mezzo. E ci sono anche le telecamere di Mattino Cinque per un collegamento in diretta con il giornalista Cristian Panzanaro.

Davanti a tutta Italia, la donna ripercorre, fra le lacrime, quella tragica sera, a pochi minuti dalla chiusura del negozio. «Il rapinatore è entrato mentre uscivano due clienti, ha chiesto i soldi e subito mi ha spinta sul pavimento. Sono caduta e, da terra ho capito che mio marito, seppur spaventato, stava intervenendo per difendermi. Poi ho sentito solo più degli spari e ho visto il rapinatore scappare. Mi sono alzata, mio marito era accasciato a terra nell’angolo del bancone: l’ho chiamato più volte, urlando, ma non mi ha già più risposto e non si è più alzato. E’ finita così, in pochissimi istanti. Io, da quel giorno, non vivo più, sento persino il peso dell’aria su di me». Concisa ed efficace, Cinzia trasmette non solo il dolore per la morte del marito, ma anche la paura che ancora l’attanaglia. «Oggi sono qui a riaprire la tabaccheria, ma l’unico sentimento che provo è la paura. Mi sento insicura, non mi sento protetta, mi sento sola».

Cinzia si chiede perché non siano mai state installate le telecamere di videosorveglianza chieste da lei e da altri negozianti del corso da molto tempo. «La prima volta che sono andata dal sindaco a parlare di telecamere risale esattamente a due anni prima dell’omicidio di Manuel: novembre del 2012. Da allora – dice Cinzia – tante promesse, ma le telecamere non sono mai arrivate. E, nel frattempo, mio marito è stato ucciso. Nei giorni subito seguenti la disgrazia il sindaco era venuto a trovarmi a casa, mi aveva promesso sostegno e vicinanza, aveva garantito che sarebbero finalmente state messe le videocamere, ma ad oggi ancora non si vedono. Come posso sentirmi sicura? Io sono sola, ho qualche famigliare che viene a darmi una mano, non posso permettermi dipendenti. Devo aspettarmi di essere uccisa anche io per qualche spicciolo?».

Facendo un attacco anche ai lavori che sono in corso nel quartiere: «Hanno anche chiuso la strada che costeggia il Borbore per fare la pista ciclabile e apriranno i cantieri sui marciapiedi qua davanti. Non potevano usare quei soldi per cose più utili come la sicurezza, invece di rendere ancora più difficile il passaggio di clienti?». Dalle pagine del nostro giornale il sindaco, proprio qualche giorno fa, aveva ribadito che entro la fine dell’anno, grazie ai finanziamenti collegati al Pisu, nella zona di corso Alba verranno installate le telecamere digitali di nuova generazione. La riapertura della tabaccheria è avvenuta grazie ad una “gerenza provvisoria” rilasciata alla donna che, fra qualche tempo, dovrà ricomprarsi la licenza per proseguire l’attività che fu di suo marito e ancor prima di sua suocera.

In questi mesi un forte sostegno è arrivato dalla sezione di Asti della Federazione Italiana Tabaccai. Stamattina, alla riapertura, era presente anche Claudio Valpreda presidente astigiano e membro del direttivo nazionale: «Abbiamo cercato di fare il possibile per alleviare le incombenze burocratiche alla signora Cinzia e continueremo a starle vicino perché la gestione di una tabaccheria è molto complessa». «Ho bisogno di imparare tutto – ammette la signora Cinzia – perché prima era Manuel che si occupava della contabilità e di tutto il resto. Io ero coadiuvante, facevo le pulizie, tenevo in ordine il magazzino, facevo le vetrine, le commissioni per il negozio, mi occupavo dei pacchi regalo e lo affiancavo nella vendita. Ma il resto lo faceva lui. Chi si immaginava che mi avrebbe lasciato così presto e così tragicamente».

Daniela Peira

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